La versione aggiornata del giornale si trova all'indirizzo www.lavocedelserchio.it

Cerca in  
Utente Password
22/9/2015 - 11 : 03 Sei il visitatore numero 2256830 E-Mail: lavocedelserchio@yahoo.it
Ultim'ora:
  LA VOCE
  Pagina iniziale
  Chi siamo
  Il Serchio
  ARCHIVI
  Foto del giorno
  Primo piano
  Fotocronache
  Attualità
  Almanacco
  Immagini
  I Video
  Cultura
  Sport
  Documenti
  La battigia
  Commercio
  ASBUC
 
  FORUM
  Leggi le opinioni
  Scrivi un'opinione
 
  PROSEePOESIE
  Leggi i testi
  Scrivi un testo
 
  ANNUNCI
  Leggi gli annunci
  Scrivi un annuncio
 
  PREVISIONI
  Il tempo da noi
  Il meteo in Italia
  Webcam
  CINEMA E TV
  Tutti i film
  Programmi TV
  TEMPO LIBERO
  Mostre e Sagre
  Libri
  Dischi
  OROSCOPO
  Le stelle
  Segni zodiacali
  TELEFONO
  Pagine bianche
  Pagine gialle
  PER VIAGGIARE
  Orari Lazzi
  Orari Cpt
  Orari treni
  Autostrade
  Mappe
  GIOCHI
  Il gioco del Lotto
  Totocalcio
  Enigmistica
  CURIOSITA'
  Cognomi
  Proverbi
  Leggi e norme
 
  LE ATTIVITA'
  CONSIGLIATE
AFFITTACAMERE
La Magnolia
AGRITURISMO
Fattoria di Migliarino
AGRITURISMO
Green Farm
BED & BREAKFAST
Casa Gentili
BED E BREAKFAST
Le Tagliate
MUSICA
Puccini organi
OSTERIA
Il Vecchio Pino
RESIDENZA D'EPOCA
Il Relais dell'Ussero
RISTORANTE
All'Ussero
RISTORANTE
Club Stacciaburatta
RISTORANTE
Il Rustichello






 
LIBRI
Lo diciamo a Liddy?



4/8/2010- "Lo diciamo a Liddy? Una commedia agra" di Anne Fine


Una rubrica a cura di Elsa Luttazzi


Scrivere una recensione per convincere a leggere un libro e comunicare l’amore per la lettura è un esercizio difficile. Sempre fruttuoso perché comunque si legge, ma talvolta frustrante se non si vuole far leggere un libro qualunque, ma un libro capace di divertire, di comunicare un sentimento o far capire e conoscere qualcosa di nuovo. E che sia scritto con l’accuratezza e lo o stile che i lettori meritano. Capita spesso di leggere molti libri e non averne alcuno da proporre con vera convinzione.
Per questa ragione il ritmo delle mie proposte è lento. E questa volta stavo per lasciare la pagina bianca, quando una compagna di letture mi ha prestato Lo diciamo a Liddy? Una commedia agra, Di Anne Fine ( Adelphi Edizioni 1999) , autrice, tra l’altro, di Mrs.Doubtfire, da cui è stato tratto l’omonimo film con Robin William.
È questa la storia di quattro sorelle, Bridie, Heather, Stella e Liddy, straordinariamente unite dal principio unanimemente accettato che “la lealtà reciproca contava sempre più di qualunque uomo”.

Era stato questo, oltre agli ultimi lunghi anni della mamma sulla sedia a rotelle, a richiamare a casa Bridie dal Sud, dove aveva trovato lavoro, e a spingere Stella a scegliersi un marito non tanto per la sua personalità, ma perché era del posto. Persino Heather sembrava aver optato per una carriera sicura nella filiale regionale della sua ditta, rinunciando a incarichi più rischiosi ma più promettenti nella sede londinese. Ogni tanto Liddy parlava di trasferirsi, ma sempre e solo in posti improbabili come le Shetland, o la Cornovaglia, o le Ebridi, in modo che le altre non dovessero prenderla sul serio.

È questa in realtà una famiglia puntigliosamente costruita da Bridie, la maggiore delle sorelle, la più determinata, resa più forte anche dal suo bagaglio culturale di psicologa in strutture sociali di accoglienza. Una famiglia fortemente voluta per

Allevare dei figli in quello che la Minto chiamava leziosamente “il crogiolo degli affetti”, fornire quella sicurezza che avrebbe loro permesso di superare le angosce dell’adolescenza, la spossatezza della maternità, la solitudine dei lutti e gli orrori della vecchiaia. La famiglia. Un porto sicuro.

In forte opposizione a quelle famiglie che incontrava nel suo lavoro:

Chiunque facesse il suo lavoro sapeva bene come la famiglia possa essere solo una facciata che nasconde misfatti e disperazione. Finché il danno non era fatto, non c’erano leggi contro i padri pericolosi, le madri soffocanti o i fratelli prepotenti.

La meravigliosa unità delle sorelle si infrange bruscamente quando a Liddy, in procinto di sposarsi, viene rivelato dalle stesse sorelle, in un apparente accordo sull’opportunità di farlo, un atroce segreto sino allora sussurrato. Non rivelerò il segreto, anche se viene svelato già dalle prime pagine, perché segna tutta l’atmosfera del romanzo, solo dirò che la prima conseguenza è la coalizione delle tre sorelle contro Bridie.
È questo il momento di svolta del racconto, il suo svolgersi secondo un duplice binario: da una parte il turbinio di pettegolezzi, sospetti, vendette e tradimenti secondo le regole di una sinistra ossessività tipica del thriller, dall’altra il riflettersi delle vicende sulla vita e sulla personalità di Bridie, che si rivela la vera protagonista e che ci fa rivivere con piena partecipazione, attraverso il prisma della sua osservazione, tutte le vicende successive.
Per cercare di rompere il silenzio che improvvisamente è caduto tra di loro, Bridie decide di scrivere una lettera a Liddy:

Alla fine di lettere ne scrisse tre. La prima era un grido di angoscia. La seconda era più professionale, infarcita di “Mi rendo conto che” e “Posso effettivamente capire”, e anche di qualche “Ovviamente, dal tuo punto di vista”. La terza era un fiume di accuse.

Dopo molti ripensamenti decide di inviare quella più aperta alla riconciliazione:

Pur con gran dispiacere, stracciò il fiume di accuse. La stessa sorte toccò anche al grido di angoscia. La lettera che venne piegata in quattro, chiusa nella busta e subito imbucata fu la più vomitevole, la lettera ipocrita, quella comprensiva, quella che aveva meno probabilità di suscitare le ire di Liddy.

Ma non ottiene il risultato sperato, il solco di separazione si allarga ancora di più: le tre sorelle sono sempre più unite contro Bridie.

Ma teneva duro, e non telefonava. Toccava a loro, questa volta. Liddy, naturalmente, se ne sarebbe ben guardata. Heather finora non lo aveva fatto. E Stella nemmeno, probabilmente perché Heather le aveva comunicato il suo ultimatum.

E Bridie vive tormentosamente e contraddittoriamente questa vicenda

Ma a volte si sentiva improvvisamente mutilata. Non c’era un’altra parola per descrivere quello che provava. Il senso di privazione era fortissimo, quasi fisicamente insopportabile: i muscoli dello stomaco si contraevano con violenza, rendendole difficile persino respirare. Era la peggior forma di panico.

A volte invece vive la separazione quasi come un sollievo, come un’opportunità di riscoperta della propria vita privata, della propria famiglia, del marito Dennis e dei suoi due figli:

In quelle ultime settimane Dennis era stato un’ancora di salvezza: chissà come, sapeva sempre perfettamente quando poteva parlare della “grande faida” e quando invece era meglio sorvolare con discrezione. E beveva anche molto meno, il che rendeva tutto più facile (per non parlare del risparmio). Nei momenti in cui riusciva a mettere da parte la sua angoscia, Bridie era meno frenetica, più pacata. Finalmente si rendeva conto di quante energie le avevano succhiato negli anni tutte quelle faccende di famiglia. Era meraviglioso tornare a casa dal lavoro, buttarsi sul divano e non dover pensare “Devo telefonare a Stella”, oppure “Devo portarmi avanti con le quiche per il pranzo di sabato da Liddy”…..
Dennis era ora scherzoso, ora perspicace, al punto che dopo secoli Bridie riuscì finalmente a ricordare come mai, tanti anni prima, si era presentata così contenta, col vestito a fiori e il cappellone di paglia, davanti all’ufficiale di stato civile a fare tutte quelle promesse.


Si sente anche confortata dalla solidarietà che le mostrano i colleghi di lavoro

“Secondo me lei se la prende troppo. Io e mio fratello non ci rivolgiamo la parola da anni, e se mi sedesse vicino su una panchina, forse non lo riconoscerei neanche. E non posso dire che mi dispiaccia”.

E dal fatto di vivere una situazione comune a molti:

E un giorno, tornando a casa in macchina, mentre cambiava canale alla radio colse una voce femminile come d’acciaio: “Coi miei parenti non ci parliamo più. Nessuno escluso”….”Questo per lei costituisce un problema?” La voce sembrava sorpresa. “No, per nulla”.

Le sembra anche che questa sia un’importante opportunità per rivedere l’impostazione della sua vita e i suoi valori:

Stava imparando un mucchio di cose che aveva sempre creduto di sapere benissimo. Per esempio, era sempre stata convinta che i suoi legami familiari fossero veri; e invece adesso scopriva che lei e le sue adorate sorelle erano solo un gruppo di persone lontanissime tra loro, che avevano avuto un esordio comune ed erano rimaste unite solo grazie al suo implacabile attivismo. Per anni era stata la regista dei loro incontri:aveva assegnato a ciascuna la sua parte e gliela aveva fatta recitare, ma solo per soddisfare chissà quale necessità personale, per provare una convinzione che era poi fasulla.

Ma alla fine di questi altalenanti stati d’animo è un senso di odio che prevale:

Finché dal nulla, come un fulmine a ciel sereno, ritornò la rabbia. Accecante, devastatrice. E per la prima volta in vita sua, Bridie capì come fosse possibile, per molti dei suoi assistiti, vivere di astio e di ripicche. L’amore era così debole. “Ci vuole così poco a farsi voler bene”. Era vero? L’amore è un pappone insipido che sobbolle sul fuoco, sempre nutriente, sempre caldo. L’odio invece è una torre incrollabile, una colonna di fuoco. La sua mera energia incandescente può alimentare giorni e giorni di stizza, notti e notti di rancore.

E alla fine di tutto un cambiamento interiore, un giro di vite, all’insegna di un minaccioso proverbio che mantiene quanto promette: “chi vuole vendetta deve scavare due fosse”.
Ma non andrò oltre nel racconto. Buona lettura e Buone vacanze.




 
FORUM
Ma dove sono le tue proposte?
Io vorrei sapere se Ultimo e Simone ( secondo me sono la stessa persona come molti altri pseudonimi) ...

Antenna: a " tutti e nessuno"
oggetto: a " tutti e nessuno " , l' ottusità non ha limite. Mi dispiace sig. " tutti e ...

LA BATTIGIA
TRICOLORE

di TRILUSSA

Siamo nati e siamo vissuti nella consapevolezza di condividere con tutti gli altri cittadini del nostro paese alcuni valori universalmente accettati, valori e concetti che pensavamo diventati ormai parte del nostro DNA culturale quello di cittadini italiani
ALMANACCO
LUNA e PELLE


CULTURA E SPETTACOLI
COMPLEANNO
Marco Travaglio
Compie oggi gli anni un personaggio molto discusso per le sue numerose, e spesso scomode, inchieste giornalistiche

ACCADDE OGGI
Lo Zeppelin
Il 12 ottobre del 1900 fu effettuato il primo volo ufficiale del dirigibile Graf Zeppelin, un grande pallone di ben 235 metri di lunghezza

LA LETTERA
Afghanistan: missione di pace?
Nella foto padre Alex Zanotelli, nato a Livorno nel 1938,religioso e appartenente alla comunità missionaria dei Comboniani

BIOGRAFIE
Emma Marcegaglia
Il neo presidente di Confindustria al centro di un presunto dossieraggio del Giornale

COMPLEANNO
John Lennon
Di John dobbiamo ricordare non solo le sue canzoni ma anche il suo impegno civile per la pace nel mondo. Oggi avrebbe compiuto 70 anni.

PROSEePOESIE
L' ottobre
Ama ottobre i colori
accesi di aceri e viti
prodigo di frutti buoni
le castagne, ...

Al sindaco
Sabato 4 settembre: il mio babbo era a Torino e mamma, io P…, A… e D… ci stavamo preparando ...

ANNUNCI
ripetizioni
Impartisco ripetizioni a ragazzi delle elementari e medie, anche a domicilio, zona Vecchiano, ...

Vendesi appartamento
Vendesi appartamento. Gli interessati possono telefonare a questo numero: tel. 345 9931570

SPORT
Volley: Baglini Ascensori secondo a Fucecchio.


Calcio Coppa Provinciale: Migliarino in campo


Volley donne: Sangiuliano vince il 5° trofeo Benedetti.


Calcio: il CSI organizza l'XI memorial Anconetani.


COMMERCIO
CORSI DI INGLESE E COMPUTER ORGANIZZATI DAL CCN

I CCN AIUTANO LA RIPRESA DEL COMMERCIO

PROGRAMMI TELEVISIVI SUI CENTRI NATURALI

ASBUC MIGLIARINO
DELIBERA RICHIESTA CONTRIBUTI

IL NUOVO STATUTO DELL' ASBUC DI MIGLIARINO

Copyright © Tutti i diritti riservati Sito WEB a cura di www.nebis.it