Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
SAN GIULIANO
Sulla vicenda delle norme di salvaguardia del Piano di Assetto Idrogeologico (Pai) del Fiume Serchio e del quadro aggiornato e migliorativo delle mappe esistenti che rende indispensabile una riadozione o un riesame delle norme stesse da parte dei Comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano interviene il sindaco Paolo Panattoni.
«Bene e proficuo il consiglio comunale congiunto San Giuliano Terme e Vecchiano. Su questa vicenda - spiega Panattoni - è necessario adesso ricercare una soluzione condivisa che soddisfi innanzitutto le esigenze di prevenzione dal rischio Serchio. E su questo tema sono stati prodotti diversi saperi e carte che ci aiuteranno sicuramente ad operare bene per il futuro. Anche per queste finalità è altrettanto fondamentale che, nel rapporto tra pianificazione territoriale e tutela, si proceda senza rimanere impigliati nella burocrazia e in una transitorietà normativa che rischia di produrre tra l’altro atti a rischio illegittimità».
«Laddove c’è compatibilità tra rischio e pianificazione - sottolinea il sindaco - diventa importante procedere con gli interventi studiati e programmati da tempo al fine di dare una risposta seria e rapida al territorio e alla sua comunità. Diventa fondamentale quindi in tempi brevi, sulla base del quadro conoscitivo aggiornato, mettere i Comuni, magari scegliendo la strada del riesame delle norme, nelle condizioni di realizzare le previsioni edilizie ed urbanistiche adottate da tempo. Considerato tra l’altro che nel caso di San Giuliano Terme nei vari interventi proposti già è stato preso in considerazione con studi specialistici, ed escludendolo, il rischio irdogeologico».
«Altrettanto decisivo e direi prioritario - conclude Panattoni - diventa il fatto che, proprio in funzione di questi obbiettivi, ci si adopri tutti verso il Governo centrale, come è stato richiesto giustamente dai nostri due consigli comunali, per ottenere i finanziamenti necessari per l’attuazione del Pai nella sua integrità, anche tramite una sua realizzazione a lotti successivi, partendo innanzitutto dal consolidamento arginale, secondo il piano degli interventi urgenti predisposto dall’Autorità di Bacino. Sarebbe inaccettabile istituzionalmente e politicamente, scaricare ancora una volta solo sulle istituzioni e le comunità locali il peso della prevenzione e del rischio idrogeologico».