Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
VECCHIANO
Si torna a parlare di Ikea dopo che la home page del sito dell’International Herald Tribune ha fatto il pelo e contropelo al mancato insediamento del colosso svedese del mobile con un articolo che è impietosamente intitolato: «La desolante via per la prosperità».
L’articolo non è tutto incentrato sul caso nostrano, ma l’attacco del pezzo è signficativamente dedicato alla vicenda annosa del braccio di ferro tra Ikea e Comune di Veccchiano. Ed infatti il quotidiano a stelle e strisce scrive che «sei anni fa l’Ikea pianificò di aprire un megastore da 60milioni di euro a poche miglia dalla Torre di Pisa, ma poi le cose si sono ingarbugliate come spesso succede in Italia».
Il caso Ikea di Migliarino diventa così il simbolo del tutto involontario ed un po’ ingeneroso dell’«ingarbugliarsi» dell’intero Paese in barba a tutte le crisi e speculazioni internazionali che investono l’Italia. Purtroppo l’International Herald Tribune (di proprietà del New York Times) affonda ancora di più la lama nella piaga e scrive che questo groviglio è dovuto alla «burocrazia ed alla politica italiana che seppellisce l’economia».
In questo caso specifico, il riferimento deve essere fatto alla politica locale più che a quella nazionale.