none_o


Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
di Angela Baldoni
none_a
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
Pisa, 6 aprile
none_a
Pisa
none_a
Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
none_a
Fiera di Primavera.
none_a
Vaiano, 4 aprile
none_a
passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
none_o
Jonathan Livingston vs. Robin Hood

4/8/2011 - 11:24

 
La nostra bella lingua italiana è farcita di “luoghi comuni”, abbinando due parole, che ne fanno una vera delizia per noi e un rompicapo per gli stranieri che vogliono conoscerla.
Piccoli esempi sono: acqua e sapone, culo e camicia, occhio e croce, pane e ciccia, e centinaia di altre chicche, ma manca quella sul mare e allora potremmo coniare: uniti come Mare e Gabbiano perché l’acqua può esistere senza sapone, il pane senza ciccia e il culo senza camicia, ma non si vedrà mai un Mare senza un Gabbiano.
 
Ascoltate attentamente o leggete altrettanto con attenzione il testo della canzone e poi valutate quanta immensa importanza ha una piccola frivola cosa come questa di un piccolo coro dove i protagonisti, insieme ai grandi guerrieri gabbiani, sono piccoli cantanti  italiani che ci insegnano ad amare e rispettare il nostro paese:
 
La canzone dei gabbiani
 
(Testo: Dino Emanuelli Musica: Nanni - Della Carità)
 
Un giorno un bambino
vide nel cielo
un gabbiano scrivere nel sole
queste parole:
“Difendi l’acqua
dalla sorgente al mare
impara la natura ad amare.
Corri nel vento
dell’aria pulita
difendi la tua vita!”
 
Fu allora che il bambino
giurò, alzando la mano;
e il grande gabbiano
volò via lontano
 
nell’azzurro
tra nuvole d’oro
tutti quei gabbiani
cantarono in coro:
 
“evviva! evviva! HIP HIP HURRÀ!
I grandi guerrieri, i super son qua!”
 
Alzati e corri, vieni anche tu
guarda al futuro senza tabù,
spazia nel sole, vola nel vento,
cavalca l’onda di un mare più blu.
Questo è, questo è
Il mondo che amiamo, che amiamo di più
HIP URRÀ! – HIP URRÀ!
I guerrieri del gabbiano sono qua!
 
Via lo smog, i gas inquinanti,
chi ama la vita si faccia avanti.
Prendi l’azzurro, il verde, il blu
Inventa il pianeta di un magico più.
Quando nel cielo l’azzurro verrà
Quel grande gabbiano con noi urlerà:
HIP URRÀ!  HIP URRÀ! HIP URRÀ!

 

                                     

                                              

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

4/8/2011 - 22:44

AUTORE:
Sonia

I gabbiani che si librano,che planano lasciandosi trasportare dalla corrente ascensionale,che svolazzano intorno a un faro è un'immagine classica che fa presa sia per l'eleganza dell'animale che per la leggiadria del volo.
Nella coppia qui raffigurata in un momento di stallo, uno dei due si rivolge al cielo a becco aperto per comunicare qualcosa al mondo: vuole ringraziare per la gioia dell'accoppiamento appena avvenuto, si lamenta per la scarsità del cibo, si lagna perché non sopporta la presenza dell'altro, si duole perché sono state rifiutate le sue avances, strilla perché il suo habitat è invaso dai forestieri, garrisce per noia o perché ha avvertito un pericolo o peggio ancora perchè l'inquinamento crescente minaccia la sua sopravvivenza? Non lo sapremo mai. Quell'invocazione fermo immagine si imprime nell'occhio e si stampa nella mente. "Il gabbiano Jonathan Livingston" è un minuscolo libro ma un prezioso contributo che tutti dovrebbero conoscere. Vorrei riportare poche righe del testo che non riesco a dimenticare...

"La maggior parte dei gabbiani non si danno pena di apprendere , del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta di arrivare dalla costa a dov'è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo quanto volare. Più d'ogni altra cosa al mondo, a Jonathan piaceva librarsi nel cielo. Ma a sue spese scoprì che, a pensarla in quel modo, non è facile poi trovare amici, fra gli uccelli. E anche i suoi genitori erano afflitti a vedrlo così: che passava giornate intere tutto solo, dietro ai suoi esperimenti, quei suoi voli planati a bassa quota,provando e riprovando."