Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Sergio Bruni, nome d'arte di Guglielmo Chianese (Villaricca, 15 settembre 1921 – Roma, 22 giugno 2003), è stato un cantautore, chitarrista e compositore italiano.
Avendo Bruni la stessa età di mia madre, ai tempi in cui ho cominciato ad ascoltare canzonette che Lei mi canticchiava, era quindi “troppo grande" per me e troppo diverso il suo modo di cantare e la sua musica.
Solo adesso riscopro la sua voce ed apprezzo il suo stile come quello di moltissimi altri snobbati autori, ma ancora di più, ora oltre alla voce è anche la personalità dell’artista che si rivaluta ai miei occhi.
Scartabellando sull’odiata wikipedia, ma altrettanto utile a volte, vengo a scoprire queste notizie:
[…] Nel settembre del 1943, mentre si trovava a casa in licenza di convalescenza, proveniente dal novantunesimo reggimento fanteria di stanza a Torino dove cantò per la prima volta davanti ad un pubblico di militari, ebbe notizia che a Napoli la gente stava insorgendo contro le truppe tedesche e formò con una decina di giovani della sua età un gruppo di volontari. Si procurarono delle armi e il 29 settembre, con l'aiuto di un capitano d'artiglieria, riuscirono a sminare il ponte di Chiaiano, minato dai tedeschi. Sulla via del ritorno s'imbatterono in una pattuglia tedesca e, in uno scontro a fuoco, rimase gravemente ferito alla gamba destra e segnato per sempre da una menomazione nel camminare.
Trasportato avventurosamente in ospedale su di un carretto, si salvò la vita per miracolo. Quando fu dimesso dall'ospedale, spinto e aiutato dai suoi amici di Chiaiano, cominciò a frequentare la scuola di canto tenuta dal maestro Gaetano Lama e dal grande cantante Vittorio Parisi, diventandone subito il vanto.
Dal 1952 partecipò a quasi tutti i Festival della canzone napoletana, portando al successo canzoni amate e cantate ancora oggi, come Sciummo (1952), O ritratto 'e Nanninella (1955), Suonno a Marechiaro (1958) e Vieneme 'nzuonno (1959).
Sì classificò primo nel 1962 con Marechiaro marechiaro e nel 1966 con Bella e avrebbe vinto anche il festival del 1960 con Serenata a Margellina, ma si ritirò clamorosamente all'ultimo momento, rifiutandosi di partecipare alla serata finale per una diatriba con Claudio Villa e gli organizzatori.
Nel 1960, al culmine della sua carriera, partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con Il mare ed È mezzanotte, entusiasmando tutta l'Italia.
Ridusse drasticamente le sue esibizioni e, tra la rabbia di molti suoi fan, abbandonò gradualmente tanti suoi successi.[…]
Riprendendo il filone del mare, ecco allora, dalla voce di Sergio Bruni e dal cuore mio tuo e di tutti noi, la più bella canzone d’amor… IL MARE
Dalla bianca e lucente scogliera
ogni sera di te
parlo al mare,
e tu al mare confidi ogni sera
i pensieri d'amore per me.
Il mare
è la voce del mio cuore,
è la voce del tuo cuor
che ci unisce ancora:
i miei baci a te,
i tuoi baci a me
ce li porta il mare.
Quando, un giorno, vicini saremo
nella nostra casetta sul mare,
ogni sera dal mar sentiremo
la più bella canzone d'amor
Il mare
è la voce del mio cuore,
è la voce del tuo cuor
che ci unisce ancora:
i miei baci a te,
i tuoi baci a me ce li porta il mare.
Noi non abbiamo la “bianca e lucente scogliera”; ci accontentiamo di una
“verde e azzurra lucente onda”, ma la voce del mare e del cuore è la stessa.