Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Sono ritornato e ritorno a "parlar... d’amor!"
Da un blog su Benigni:
“E’ noto che il metabolismo individuale influenza l’indole caratteriale delle persone. La stitichezza si sposa per vocazione e definizione ad atteggiamenti di grettezza ed avarizia, spingendo inevitabilmente verso stati d’animo di inquietudine ed introversione, mestizia e reticenza, mentre la scioltezza di corpo infonde sentimenti più aperti ed ottimistici, induce all’espansività e alla generosità, alla gioia di vivere e alla loquacità. Agli esordi della sua carriera artistica Roberto Benigni dedicò un irriverente e surreale inno al corpo sciolto chiamato, non a caso, “L’inno del corpo sciolto“. In questo poemetto satirico il comico pratese esaltava la scioltezza intestinale, cantando che chi è sciolto di corpo è sciolto anche di spirito ed è sciolto con la favella. Chi evacua facilmente e frequentemente l’intestino è una persona tendenzialmente ironica, allegra e spiritosa, che tratta le parole con familiarità ed è in grado di afferrare i concetti più sofisticati.”
Roberto Benigni (1979)
E questo è l'inno-o
del corpo sciolto
lo può cantare
solo chi caca dimorto
se vi stupite
la reazione è strana
perché cacare soprattutto è cosa umana.
Noi ci si svegliamo
e dalla mattina
i' corpo sogna sulla latrina
le membra riposano
ni' mezzo all'orto
che quest'è l'inno
l'inno sì del corpo sciolto.
C'hanno detto vili
brutti e schifosi
ma son soltanto
degli stitici gelosi
i' corpo è sano
lo sguardo è puro
noi siamo quelli che han cacato di sicuro.
Pulissi i'culo
dà gioie infinite
con foglie di zucca
di bietola o di vite
quindi cacate
perch'è dimostrato
ci si pulisce i'culo dopo avè cacato.
Evviva i cessi
sian benedetti
evviva i bagni,
le tualet e gabinetti
evviva i campi
da concimare
viva la merda
e chi ha voglia di cacare.
I'bello nostro è che ci si incazza parecchio
e ci si calma solo dopo averne fatta un secchio
la vogl'arreggere
per una stagione
e colla merda poi far la rivoluzione!
Pieni di merda
andremo a lavorare
e tutt'a un tratto si fa quello che ci pare
e a chi ci dice,
dice te fa' questo o quello
noi gli cachiam addosso e lo riempiam fino al cervello:
cacone!
puzzone!
merdone!
stronzone!
la merda che mi scappa
si spappa su di te !
Quanti stitii ner mondo!