Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Siamo a settembre e con questo mese chiude ufficiosamente la stagione balneare anche se quest’anno si protrarrà molto più a lungo.
Il 90% degli amoretti estivi sono finiti (bene o male non importa) con ricordi felici o lacrimucce amare, si sono scambiati giuramenti che nessuno si guarderà da rispettare, promesse di “rivederci” sulla “stessa spiaggia” o quanto meno sullo “stesso mare” e… di nuovo a casa!
C’è un amore però che dura dal 1964, un amore morboso intriso di una maschilista/ina gelosia, un amore forse nato su una spiaggia e che sembra sia morto, ma che cova sotto sotto.
L’amore è esasperato dalla non sopportazione che “gli altri” guardino la “tua” ragazza e che fa decidere il protagonista (cantante) a non portare più sulla spiaggia la bella compagna motivando la decisione con:
No, quest'anno al mare non andrò
con te sulla spiaggia
con te sulla spiaggia
No, l'altr'anno visto come andò
con te sulla spiaggia
con te sulla spiaggia
non ci sto
ho,ho, ho, ho, ho, ho
ho,ho, ho, ho, ho, ho.
Se, passeggi sotto il sole
poi tutta la spiaggia
poi tutta la spiaggia
si, si volta e se ne vuole
poi tutta la spiaggia
poi tutta la spiaggia
guarda te
eh, eh, eh, eh, eh.
Tu lo sai, tu lo sai
non sono mai,
geloso mai
tu lo sai, tu lo sai
per tutti gli altri mesi mai
ma quando sono con te
son geloso di te.
Se ti vedono nuotare
da tutta la spiaggia
da tutta la spiaggia
si, si buttano nel mare
da tutta la spiaggia
da tutta la spiaggia
verso te
Tu lo sai, tu lo sai
E Lei, quest’anno, al mare ci è venuta da sola, ma, senza Lui, non le resta che leggere un libro che senz’altro deve essere molto molto interessante.
nota sulla canzone:
Si tratta di un brano leggero, un twist ben arrangiato dal maestro Enriquez: per contrappuntare la voce solista compare questa volta un impertinente coretto femminile, che all'inizio di ogni strofa vocalizza un motivetto molto orecchiabile. Edoardo Bennato, quasi trent'anni dopo citerà questo motivo nel suo "Viva la mamma", proprio per evocare atmosfere del passato. Fu uno dei dischi più gettonati degli anni ’60.