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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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beato lui (o lei)!

8/9/2011 - 9:42


Il mio nipotino più piccolo, diciannove mesi, non parla: gesticola e mugola. Non per questo non è capito, anzi l'innata italica gesticolazione è come una lingua, e questo fatto di avere rispondenza immediata al comando dell'indice teso, lo giustifica a non imparare a parlare.

 

Ora incomincia a sillabare "iaa", parola che rivolge a tutti noi, cane compreso, convinto che sia il nostro nome.

In questi giorni, ascoltando il verso delle galline della famiglia dirimpettaia, ha scoperto che quegli animali possono essere chiamati: cookk..kò, alla dura maniera gutturale tedesca, e ci ride vedendo noi contenti.

Mi sono domandato perché "cocche" e non "mamma" (o nonno!) e mi son venute in mente le "coccole"! 

Certi tipi di alberi fanno le "coccole", noti il cipresso e il ginepro, ma niente a che vedere con le effusioni e le docezze date e ricevute da chi si ama. Se il nome delle bacche deriva dal greco "koccos", il nostro è un allungamento della parola cocco (uovo) e per estensione gallina dall'onomatopeico dialettale "cocca"  derivante dal verso coccodè quasi fosse l'annunciazione alla livornese di aver fatto l'uovo, il cocco appunto.

 Se poi si associa l'amore del pennuto per la sua figliolanza e le cure che dimostra, quasi unico animale a fare questo, ai piccoli rischiando a volte  la vita per difenderli, ecco che pulcino uovo cocco cocca gallina amore, si fondono in una sola parola quando si dimostra affetto e protezione: le coccole

cocco di mamma, cocchino mio, bella mia cocchina, dai fammi due coccoline, vieni che ti coccolo, coccolami e via dicendo.

e allora facciamo come il ginepro della foto e facciamoci strapazzare anche noi  come Topo Gigio 




 

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8/9/2011 - 21:21

AUTORE:
Granchietti

Brava Sonia,mi hai profondamente toccata.
Condivido in pieno.
Grazie,buonanotte

8/9/2011 - 17:25

AUTORE:
Sonia

Ci sono momenti in cui non basta neppure la dolcezza di un fico nel suo massimo splendore maturato al sole d'agosto a riempire il vuoto che si prova dentro o a colmare la distanza che separa dal mondo circostante perché si diventa improvvisamente ciechi, sordi, muti e indifferenti.
Anche le coccole, come dice Topo Gigio "strapazzami di coccole",sono gradite se profondamente o segretamente desiderate.
Il riccio per non essere infastidito drizza gli aculei e scoraggia il contatto rifiutando anche una carezza: si chiude su se stesso e si isola.
Poi...magicamente un fico secco farcito con la noce, una fetta di crostata di fichi, il profumo di un rametto di ginepro o le sue bacche aromatizzanti, le effusioni o le coccole di chi ti sta vicino...fanno schiudere il guscio e rompere la corazza in cui ti eri rifugiato.
Torni ad affinare i sensi e, come un oliatore stilla gocce di lubrificante così la tenerezza stilla amore in coccole.