Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
La vita è un “Gratta e vinci”.
Riprova e sarai più fortunato.
E io ci riprovo con una foto che si collega all’ultima:
Donna Pineta Macchia si alza maliziosamente le sottane, firmate Missoni, per far vedere le sue meravigliose “gambe”, e che gambe!
Gambe così non le avevate mai viste e forse le rivedrete fra 10 mesi se il prossimo anno sarà ancora caldo e siccitoso come questo che sta passando.
Saran belle le chiome verdi, saran belli i cieli blu, ma le gambe a me piacciono di più….tatann!!!
Sono gli anni ’30, malgrado il costo non bassissimo degli apparecchi radiofonici, gli italiani fanno sacrifici e cercano di acquistarli per poi raccogliersi la sera attorno a questo meraviglioso strumento per ascoltare programmi e soprattutto musica.
"Le canzonette diventano in breve tempo il genere più apprezzato tra gli ascoltatori della radio di tutte le classi sociali".
In questo contesto arrivano le tre sorelle Leschan, olandesi di famiglia ebraica con quelle voci "giuste" per un repertorio spensierato, fanciullesco e swing.
Le Lescano, facile italianizzazione del loro cognome, che in origine si ispiravano alle Andrew Sisters, si dovettero misurare con eventi storici più grandi di loro. La loro madre era ebrea e questo le fece diventare oggetto di attenzioni poco benevole da parte del regime, che pure in un primo momento aveva cercato di associarle alla propria causa.
Non si dichiararono mai fasciste e questo le mise in ulteriori difficoltà, tanto che furono accusate di trasmettere messaggi in codice al nemico con le loro canzoni.
Vengono allontanate dall'Italia .