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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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Miti antichi

3/11/2011 - 6:49

Abbandoniamo la Natura attuale-autunnale  e ritorniamo ai tempi in cui Essa era davvero la madre, non solo di piante ed animali, ma  mitica fonte di storie e leggende ad essi dedicate; andiamo nuovamente neI mondo greco e le sue leggende.

Dopo la celebre (dis)avventura che lo aveva fatto pensare che l’oro non era tutto, Mida fu successivamente punito da Apollo, per non  averlo nominato vincitore in una gara musicale con Marsia (o Pan), con un paio di orecchie d'asino.

Mida nascose le sue scomode appendici sotto un cappello e solamente il suo barbiere, dato il  lavoro che faceva, era venuto a conoscenza della cosa, ma il re gli intimò di non raccontare a nessuno la sua deformità, pena la morte.

Costui  non riuscendo a mantenere, per sua natura, il segreto che lo tormentava perché impossibilitato a divulgare, andò a confessarlo in una buca presso uno stagno, buca che prestamente ricopri di terra. In seguito su tale terreno nacquero delle canne e si dice che col vento sussurrassero: "Re Mida ha le orecchie d'asino, re Mida ha le orecchie d’asino!"
Da quel mitico momento le canne, con il soffiare del vento, sembra che raccontino segreti e allora... quelle canne nate nei terreni di “Borgogna” (i vecchianesi sanno dov’è, gli altri lo vedono andando a Nodica da Migliarino), sulla destra,  lungo l’argine, nei campi dove il Serchio, non il barbiere, ricoprì di terra fosse fossette buche e buchette, frusciano al vento  per raccontare quali segreti? di quale Mida?

E chi si sarà meritato di avere quelle orecchie grandi e pelose?

 

Forse nessuno capisce quelle parole perché il vento parla una lingua sconosciuta, oppure perché sarà vero il detto, quello abbinato alle biciclette?
 

 
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