Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ber mi’ detto: “der maiale ‘un si butta via nulla!”
Detto dettato dalla miseria prima, dall’ingegnosità poi e dalla parsimonia sempre.
Ora ce lo siamo dimenticato mangiando di spizzico come di spizzico si parla, gettando montagne di cibo avanzato o semplicemente disappetito, oggetti sciupacchiati o semplicemente demodè, cambiando vestiti seguendo la moda e tecnoggetti secondo la voglia di veloci contatti… ma siamo arrivati a dove siamo arrivati!
Una cosa che mi disgusta è la pubblicità, non il video dell’apparenza ma l’audio della sostanza, delle pasticche che ti distruggono tutte le calorie che assumi nei ricchi pranzi.
Ma non sarebbe meglio non assumere tutti quei troiai e quei medicinali che ti distruggeranno alla finfine anche te e dirottare tutto quel calore verso chi muore per mancanza di calorie?
Non pensiamoci, è meglio, e abbuffiamoci come il sempraffamato Totò della vecchia Napoli spaghettara e copiamo il copione che sarà quello del nostro prossimo futuro tenendo presente il detto del maiale, sapendo che in un paese vicino al nostro, dove c’è meno tecnologia e spreco, si possono trovare nei mercati queste “antiche prelibatezze”.
Ai più vecchi: ve lo ricordate, ai tempi dei mandrioli nei paesi e del norcino che girava di casa in casa, che un regalo ai bambini buoni era “il codino”?
Be’ mi’ tempi!