none_o


Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
di Angela Baldoni
none_a
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
Pisa, 6 aprile
none_a
Pisa
none_a
Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
none_a
Fiera di Primavera.
none_a
Vaiano, 4 aprile
none_a
passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
none_o
non fateli!

19/11/2011 - 8:55


 
Guardando la foto e sapendo il nome degli oggetti:

"ma forse forse (qualcuno si dirà), non sarà mica che Alessio Anna e Antonio hanno aperto una succursale in pineta?"

(sottile ironia da cliente affezionato)

Ora parliamo seriamente.
 
Quest’anno, prima troppo siccitoso, poi troppo freddo dopo gli acquazzoni autunnali che dovevano far felici i raccoglitori, ha deluso questi ultimi non dando i tanto attesi fungi.
Nella nostra pineta, senza fare lunghe peregrinazioni garfagnine più proficue, sono nati pochissimi morecci, qualche spugna e i soliti chiodini che, essendo funghi distruttori  di alberi morti o moribondi, ha sempre un habitat ad hoc (il latino sì, mi garba, l’ongrese no).


Consumato massicciamente nel norditalia e usato per racimolare due lire dai torredellaghesi, (un tempo anche a Migliarino c’era un discreto commercio) questo funghetto è conosciutissimo e apprezzato ma… attenzione!

L’Armillaria mellea (armilla -  anello sul gambo -, mellea - color del miele), chiamato chiodino o famigliola, oggi è considerata velenosa in quanto sono stati riportati (specie in Francia), moltissimi casi di avvelenamento, tanto che i micologi hanno deciso di definire questo fungo come velenoso (se non addirittura tossico), anche da cotto.

In passato si definiva come "ottimo con cautela"- "velenoso da crudo". Si raccomandava già in passato la prebollitura per rendere questo fungo più digeribile. Durante la cottura la sua carne diventa scura, quasi nera.

Astenersi dal consumo di esemplari troppo vecchi che possono risultare un po' sgradevoli. Il chiodino è un fungo dal sapore buono, purché ben cotto. Contiene infatti tossine di natura proteica ("emolisine") termolabili a 65–70 °C.

Di norma si fa bollire per 15/20 minuti e si butta l'acqua di cottura. Salvo esemplari molto giovani, si cucina solo il cappello.

Sono stati registrati inoltre casi di disturbi gastrointestinali, di breve latenza, procurati da esemplari di A. mellea congelati a fresco, ovvero senza preventiva cottura, e consumati dopo lo scongelamento. Tale fenomeno non è ancora chiaro dal punto di vista scientifico. La teoria più accreditata è che con la congelazione le "emolisine" vengano fissate nella struttura fungina e, pertanto, anche se poi si scongelano i funghi in maniera corretta e si cuociono successivamente attraverso una prolungata cottura, tali principi attivi non vengono smaltiti completamente. Per questo si sconsiglia di raccogliere tale fungo anche soltanto dopo le gelate notturne e comunque mai conservarlo a temperature inferiori a 0° prima di una adeguata cottura.

Gli esemplari cresciuti su ceppi di latifoglia sono considerati migliori di quelli cresciuti su ceppi di conifera.

La mellea non è una specie che può essere consumata frequentemente, in quanto trattasi di fungo abbastanza pesante da metabolizzare. È consigliabile comunque consumarne quantità non eccessive.

Non allarmiamoci però tanto da non fare una bella tegamata di chiodini e spezzatino e/o salsicce da unire alle pallette per uno stagionale appetitoso primo-secondo.

A vedé e sentì di ‘ver che ttona, e chiodi bisognerebbe cercà d’un falli, o falli fà a cchì unn’ha mé fatti!

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

19/11/2011 - 10:11

AUTORE:
Angela

Io li ho mangiati la scorsa settimana come condimento delle tagliatelle...erano proprio Boniii!!!!! Ho seguito tutte le dovute procedure prima di mangiarli naturalmente!!! Ma voi non li fate che li faccio io!!