Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
“E’ arivato l’arotinooo! S’affila forbici e curtelliii!”
Con queste parole uno scalcinato sudicio uomo andava di paese in paese con una bicicletta una mola un banco da lavoro un barattolo d’acqua, tutto concentrato su due ruote, ad affilare lame di forbici e coltelli che avevan perso il loro filo.
Poi la bicicletta si tramutò in un carretto motorizzato, poi un apino, fino ad arrivare ad un’auto vera con attrezzatura nel bagagliaio e altoparlante sul tettuccio.
Non vi farò ascoltare la malinconica canzone “Arrotino” cantata dal grande Luciano Taioli che faceva piangere spose e ragazzine, ma una moderna sfrontata ballata da querela e dallo stesso nome ,non prima però di farvi leggere l’originale:
Arrotino
che ramingo ogni giorno tu vai lungo le strade,
vagabondo tu sempre sarai delle contrade,
il tuo semplice cuore lo sa,
si perderà nella città.
Arrotino,
la fanciulla che amavi perché dirti non osa
che il suo amore non era per te e un altro sposa
e distrugge per sempre la tua felicità,
e lei lo sa.E lei lo sa!
Mentre affili le forbicine
per tagliare la veste nuziale,
il tuo cuore sta tanto male,
dal dolore ne morirà.
ma ora ascoltate questo Arrotino