Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Perché sbaglia la Fiat
I diritti e la dignita’ delle persone sono un valore da difendere sempre
Nulla è peggiore quando si approfitta delle debolezze dell’altro, di una collettività, per voler imporre le proprie volontà.
Quando questo accade è una lesione grave, alla persona, se si approfitta della debolezza del singolo, alla democrazia, se è alla collettività che si fa un soppruso.
In ogni caso proprio perché è un soppruso, sarà destinato nel tempo ad essere sconfitto, perché ad una applicazione forzata di una volontà, chi la subisce poi reagisce.
Questo è quello che è successo alla FIAT, il top manager di quella azienda in Italia ha imposto un modello di relazioni e di rapporti interni che umiliano nei fatti le persone,e le persone sono costrette a subirle perchè chi dovrebbe tutelare la loro dignità (la politica ) si gira dall’altra parte.
Giova ricordare sempre che le regole che sovraintendono ai rapporti di lavoro, nessuno le ha regalate ma sono il frutto di decenni di lotte e conquiste dei lavoratori. Tante persone sono state licenziate perché volevano veder riconosciuti i propri diritti, che oggi vengono di nuovo negati.
In quell’accordo si prevedono 120 ore di straordinario non contrattato, cioè in qualsiasi momento per qualsiasi motivo ad insindacabile giudizio di un capetto, le persone, anche se impossibilitate debbono prestare la loro opera oltre l’orario, pena la multa o peggio. Vorrei ricordare che il controllo degli orari di lavoro è stato uno degli strumenti che ha permesso di diminuire gli infortuni nei luoghi di lavoro e costretto le aziende ad investire di piu in sicurezza.
Si dice che non vengono pagati i primi due giorni di malattia, se una persona si ammala certificato dal medico perde subito piu di 200 € circa. Cambiano i metodi di rilevazione dei tempi di lavoro ed una volta stabiliti, non ci si può opporre pena provvedimenti disciplinari, si dice che se c’è una contestazione sul lavoro da svolgere, si riunisce una commissione composta per meta dalla azienda e per meta dai sindacati e solo se c’è l’unanimità di giudizio si può rivedere l’organizzazione del lavoro, cioè praticamente mai perché l’azienda in commissione non vota contro una decisione da lei stessa assunta. Se poi un sindacato mette in discussione tali decisioni, viene penalizzato. Tutto questo per cosa? Nulla perché l’azienda ha chiuso termini imerese, chiude l’iribus c’è cassa integrazione a Torino Modena Imola, e non sono chiari gli investimenti. Ma sarebbe sbagliato anche se fossero chiari, perché quando si deve togliere i diritti per competere significa che la società è malata. Una situazione come quella italiana, non è avvenuta in germania, francia e negli stessi USA. Negli Stati Uniti, il governo ha dato i soldi per salvare l’azienda, ma ha preteso investimenti innovazione e tempi certi per la restituzione del prestito, cosa che non è avvenuta in Italia. Nonostante non ci siano garanzie per il futuro, l’azienda pretende anche di decidere il tipo di rappresentanza, quale sindacato debbono avere i lavoratori. In ultimo vorrei ricordare che il contratto nazionale di lavoro, per decenni è sempre stato uno strumento di uguaglianza, soprattutto nei diritti per tante persone indipendentemente da dove risiedessero, ed è stato ed è uno strumento di coesione sociale. Per questa ragione sbaglia Marchionne a sopprimerlo, sbagliano chi lo ha accettato e sbaglia la politica, soprattutto i partiti di sinistra, a non porla come una questione prioritaria, perché ne va dei diritti e della dignità delle persone.
Anche in situazioni di grave difficoltà economica come quella che stiamo vivendo, non possono in alcun modo essere sospese le tutele delle persone, ed in alcun modo si deve approfittare della debolezza delle persone per togliergli quanto faticosamente hanno conquistato. Non è un problema di norme è una questione di democrazia e civiltà
Franco Marchetti
Spi CGIL San Giuliano