Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Buongiorno e Buon Natale.
Vedo dal contatore delle presenze attuali che siamo già un bel po' a leggere/vedere il nostro giornale e allora, anzi a loro, Buon Natale un'altra volta.
Ieri sera c'è stato il bellissimo tramonto che ci ha fatto popolarmente sperare in una successiva bella giornata e così è stato.
Come dice l'amico Ultimo bisogna sempre non abbandonare la speranza, come hanno fatto tutti i bambini che "cercano" di vedere e conoscere il fantomatico Babbo Natale di cui credono l'esistenza e la capacità di farli felici.
La notte della vigilia si svolge sempre come da copione:
l'alberino estemporaneo autarchico a casa, il cenone dai parenti, il trambusto creato ad arte da uno di noi per dimostrare l'arrivo dei doni, lo scartamento dei regali e quest'anno un dolcissimo gesto da parte della bimba che si intravede di spalle e che mi ha fatto credere nella bontà umana.
Ad un tratto, fra le urla di gioia nel trovare ciò che si desiderava, la bambina è scoppiata a piangere disperata. Nessuno capiva il perchè, un dolor di pancia, un urto in qualcosa, una ferita da qualche oggetto nelle confezioni, niente... era solamente avere ritrovato per terra il "pensierino" che lei aveva preparato per Colui che aveva mandato o portato i doni.
Non aveva così potuto ringraziarlo e dimostrargli il suo amore.
Grazie piccola Maria Giulia, grazie di credere nella bontà e ... in
Babbo Natale.
Buone Feste da parte mia e dalla redazione tutta.