Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Da qualche giorno decine e decine di questi rumorosi e simpatici volatili si radunano sugli alberi vicino casa, ed è come enorme vivente svolazzante segnale di Pace: speriamo!
Anche gli uccelli si dividono fra migratori e migranti, come le persone che girano il mondo facendo ritorno a casa ed altre che lasciano casa propria per appropriarsi di altri territori.
Ad una bella tortorella provieniente dall’oriente, chiamata infatti Tortora dal collare orientale,(in Italia provenne la prima volta nel 1944 e da allora non se ne è più andata) fu attribuito lo scientifico nome di Streptopelia decaocto decaocto e mi domando: perché?
Io con l’etimologia dei nomi di piante e animali ci struggo, ma qui m’impantano.
Strepto è facile, è il greco ritorto, Pelia è un eroe della mitologia greca , uno degli argonauti, chiamato così perche da piccolo prese un calcio in faccia da una giumenta e mantenne quel livido (pelios in greco) grigio tutta la vita, ma la tortora poverina?
Forse perché l’animale tiene il collo ritorto ed è grigiomarroncinochiaro? Forse, perché la macchia del collare ricorda il livido?, forse, ma decaocto (18) cosa sono? Credo che siano le penne della coda, ma non ne sono sicuro.
In ogni modo provo a stuzzicare la curiosità (o il sapere) di qualcuno di Voi e ve lo chiedo.
Il naturalista Eliano, che già vi ho presentato, dice che le tortore sono unite in coppia per tutta la vita e se un maschio si “intrattiene” con un’altra femmina, questo viene ucciso dal branco e la vedova rimarrà sola per sempre non accettando altri pretendenti.
Eliano o no, le tortore, e i loro parenti colombi, sono sempre state prese a paragone di stabile amorosità tanto da far coniare moltissimi nomi e copiare molti atteggiamenti usati dagli innamorati.
Anche la pubblicità se ne accorse nel lontano 1986 abbinando e giocando con l’amore e la cioccolata, le due cose più dolci che ci siano: