Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
I lettori avranno ormai capito che la “foto del giorno” è, quasi sempre, una “foto di giornata”.
Non credevo che fosse così divertente il “giochino o ruzzino” (come lo chiama un amico collaboratore) del mantenimento di questo giornale.
Siccome non siamo a Genova dove hanno un Bisagno e nemmeno a Milano con il loro Lambro e neppure a Napoli dove han tutto meno che fiumi, allora sfruttiamo quell’unicità che ci da il Serchio con la sua vita sopra a fianco o vicina al suo corso.
Non so proprio cosa potrebbero far vedere nelle suddette città se non traffico convulso, degrado ambientale o scintillanti vetrine al posto di vasti prati, uccelletti variopinti o fantasmagorici tramonti.
Sì, vabbè, ci sarà qualcuno (parecchi forse, piovuti o nativi) che avrà da far notare che non sono tutte rose e fiori, ma insisto a dire che a volte si vuol vedere solo il brutto della tua terra, un brutto dovuto però alla tua incuria o stupidità, snobbando il bello naturale, e allora vado avanti così, mostrando quello che forse non piacerà, ma che gli altri non hanno.
Ora sono circa le 9, il cielo è bigio, pioviggina, il sole stenta, ma due ore fa c’era un alba di fuoco e una luce strana.
È inverno, i colori dovrebbero essere attenuati e freddi, ma provate a cercare del tepore in contrasto all’aria pungente, tanto da sembrare impossibile meteorologicamente ma possibilissimo sentimentalmente, che da un nuovo prato verde ma bianco brinato, un boschetto solo apparentemente morto che ripara suoi simili semprevivi, un canneto che sembra imbalsamato e che protegge il luogo dove presto rinascerà più rigoglioso.
Valli a cercare da un’altra parte!