none_o


Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . e me torno in letargo. Chissà quanto ne può .....
. . . ora che non c'è più Berlusconi "il Pappiana" .....
. . . pensavo fosse cambiato qualcosa in questi anni. .....
. . . non è stato possibile al Pappiana (IV di Renzi) .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
di Angela Baldoni
none_a
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
Fiera di Primavera.
none_a
Vaiano, 4 aprile
none_a
Pisa, 3 aprile
none_a
Pisa, 2 aprile
none_a
Marina di Pisa, 4 aprile
none_a
passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
Ricordi di un prof. tifoso
Una partita sulla spiaggia
di Arbauz

19/2/2012 - 14:48

Oggi il Pisa non può perdere perché non gioca, quindi almeno non si soffre. Ma, su consiglio del mio superiore diretto, professor Ovidio Della Croce, ho l'autorizzazione a scrivere comunque qualcosa di sportivo, pescando tra i ricordi. Quindi procedo.

 

Oltre quindici anni fa, come facciamo tutti gli anni, a luglio eravamo in vacanza a Putzu Idu, una località sarda dove si ritrovano molti pisani; c’è una lunga spiaggia, bella e poco frequentata. E’ un posto tranquillo, magari non piacerebbe a Berlusconi e a quelli come lui. Ogni sera, al tramonto, dopo aver aspettato che i bagnanti se ne andassero, giocavamo a pallone sulla spiaggia. Alle partite partecipavano adulti, bravi e negati, ragazzi e ragazzini, figli e amici, anche piccolissimi, poi, tutti sudati, il bagno finale. C’era sempre una gran confusione e come per miracolo nessuno o quasi si faceva male.

 

Una sera noi pisani sfidiamo una rappresentanza della città di Sardara, centro dell’alto Campidano a cui siamo molto legati, data l’amicizia con l’allora sindaco, il professor Angelo Mascia. Il Sardara, oltre al sindaco, schiera il vicesindaco, l’assessore all’agricoltura, il maresciallo della stazione dei carabinieri Mannoni e vari figli e parenti. La nostra squadra, nel complesso mediocre, conta però su mio figlio, un discreto portiere, e soprattutto sull’unico attaccante di rilievo, il mio amico Pierotti (noto a tutti i ragazzini sardi, che ne temevano le giocate, tanto che quando le nostre partite finivano ai rigori dicevano “Però Pierotti non tira!”). Il tramonto, sempre bellissimo da quelle parti, si annuncia più velato del solito. Sulle nostre teste passa un volo di fenicotteri, diretti al vicino stagno di Cabras.

 

Dopo aver tappato le buche fatte dai bambini nella sabbia e trovato le ciabatte per le porte, di fronte ai pochi tifosi presenti, la partita ha inizio e appare subito equilibrata. Però, all’improvviso Pierotti azzecca uno dei suoi tiri impossibili (forse era un po’ alto ma vai a sapere dove potrebbe essere la traversa quando appunto la traversa non c’è), fissando il risultato sull’1 a 0; mentre siamo intenti a festeggiare, nessuno fa caso alle nuvole che si addensano sul mare. I nostri avversari si riversano nella nostra metà campo (si fa per dire) per cercare il pareggio, ma mio figlio in porta non si fa sorprendere, esibendo anche qualche tuffo piuttosto teatrale. A un certo punto torniamo in attacco noi e su un rimpallo mi capita una palla da calciare da buona posizione; di solito (essendo del tutto negato) quando calcio il pallone non va mai nella direzione desiderata, ma chissà perché ne esce una ciabattata alla Domenghini che finisce in rete (si fa sempre per dire). Incredulo, mi accingo ad esultare, quando parte una terribile scarica di tuoni e lampi accompagnata da una pioggia squassante.

 

Fuggifuggi generale a casa nostra, dove trovano scampo non meno di 50 persone completamente mezze e infangate. Qualcuno di noi chiede timidamente se il risultato di 2 a 0 possa essere omologato ufficialmente, ma dopo qualche discussione (e su autorevole parere del maresciallo Mannoni) si decide per l’annullamento della partita. Avevo segnato un goal inutile!

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

29/2/2012 - 21:53

AUTORE:
lia

io per dir la verità non c'ero, ma c'era la mia amica Claudia Porta che, insieme ad altre signore, in assenza dei maschi, aveva provveduto a ripulire la casa vista l'imminente partenza. L'arrivo improvviso e tumultuoso dei giocatori fradici mézzi riportò le stanze già perfettamente riordinate al consueto bailamme. Ma si sa, 'i omin 'en sempre bei.

19/2/2012 - 18:41

AUTORE:
Giovanni Del Vecchio

Sono uno dei giocatori pisani di quella storica partita: anche se il risultato non è stato omologato, rimane la soddisfazione collettiva di aver battuto gli agguerriti e quotati avversari e quella personale di essere stato compagno di squadra prima di tutto del mitico Pierotti, e poi dell'altrettanto epico Arbauz, narratore impareggiabile ed autore, in quella circostanza della rete decisiva, che tra l'altro toglieva ogni dubbio sull'entità della vittoria dopo le infide frecciatine degli avversari sul gol/traversa del Pierotti. Rimase storico anche il troiaio sul pavimento della casa (anche quella da me condivisa con l'Autore)causato dai numerosi rifugiati dal temporale, che non riuscimmo ad eliminare completamente entro il giorno dopo (giorno della partenza da Putzu Idu) e motivo (il troiaio ed il disordine) di un'esilarante lettera collettiva alla padrona di casa, argomento che spero possa essere oggetto di un'altra narrazione di Arbauz in occasione del prossimo turno di riposo del Pisa (che aspetto con ansia...)
Giovanni

19/2/2012 - 18:18

AUTORE:
ch52

Grande pezzo ma il non ignoto articolista elude il dilemma esistenziale da me postogli anche in sede privata: se siamo tanto contenti quando il Pisa noon gioca chi ce lo fa fare di soffrire tanto le altre domeniche?

19/2/2012 - 16:17

AUTORE:
Salmantino

Troppo facile commentare, al sempre eccellente articolo di Arbauz: "Après Arbauz le déluge"

19/2/2012 - 16:04

AUTORE:
Luigi

praticamente come il Pisa...