Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Questo stranissimo lepidottero, chiamato sfinge colibrì dai naturalisti a causa del battito velocissimo delle ali e della lingua lunghissima che usa per succhiare il nettare, era chiamato uccellino della felicità da mia madre, convinta che quel suo eterno svolazzare da fiore in fiore fosse ebbrezza di contentezza.
Mia madre mi teneva in braccio e mi esortava a bere un latte allungatissimo con acqua perchè lei era povera ed io ero disappetente e magrissimo da far paura (ora mi sono rifatto!) e mi spingeva a succhiare con una nenia di: "dai nini, fai bombo, sù, bombo... bombo, guarda come fa bombo quell'uccellino lì, dai fai bombo anche te", ed io bevevo e sputavo quell'intruglio bianco dove non c'era niente di nutriente, neanche un po' di zucchero.
Ogni volta poi che ho rivisto quella specie di strana farfalla mi tornava sempre alla mente quell'esortazione a bere, a fare "bombo".
Ora conosco tutto sugli animali, sulla "macroglossum stellatarum" e la sua spirotromba, sul numero delle battute al secondo delle sue alucce e so anche che è ...un bombo!
Strano vero?