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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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Bestialità bis...

10/3/2012 - 16:21


 
Tutto preso di ricordi d’infanzia, ho trascurata la farfalla che dava lo spunto alla foto del giorno e che invece meritava un po’ più di attenzione, sia per la sua vita che per il suo rapportarsi alla nostra.


La macroglossa, chiamiamola così come chi la conosce scientificamente, è una falena che vola di giorno, a differenza delle sorelle nottambule, e che succhia il nettare non posandosi mai sul fiore.

Il suo ordine è: lepidotteri, gruppo: bombycine (ecco il suo falso nome), della famiglia: sfingidi, nel genere: macroglossine e della specie: stellatarum
Se macroglossa è facilmente intuibile dalla lunghezza della lingua, non mi riesce comprendere l’aggettivo datole da Linneo, ma conoscendo l’ironia del grande naturalista, penso che sia stato dato in contrapposizione della sorella Acherontia Atrophos , la famosa Sfinge testa di morto.
Questa infernale bellissima grande farfalla è da sempre considerata portatrice di sventure e addirittura nelle campagne francesi si diceva che di notte mordesse i bambini e le sue ceneri tostate erano usate per fare pozioni malefiche.


A Linneo, che chiamò il genere con il nome del fiume infernale e la specie con quella della Parca che recideva il filo della vita, non rimaneva che battezzare stellatarum, forse portatrice di stelle benefiche o scintillante, la diurna macroglossa.
Sono solamente mie supposizioni che però ho trovato nel nome che Guido Gozzano le da in una delle sue lunghissime particolareggiatissime poesie della raccolta "Farfalle, storia di cinquecento vanesse".
 
…cosi il poeta, morto giovanissimo di tubercolosi, parla della Sfinge:
 
[…] farfalla strana, figlia della Notte,
sorella della nottola e del gufo,
opra non di natura ma di demoni,
evocata con segni e filtri e cabale,
dalle profondità di una caverna! […]
 
…invece così canta della Macroglossa
 
[…]Non tenebrosa come l'Acherontia
 - benché sfinge e parente - ma latrice
di pace, messaggiera di speranze:
 portanovelle, passera dei Santi,
col mattino chiarissimo di giugno
 penetrò nella mia stanza tranquilla
 la macroglossa rapida. L'illuse
 questa banda di sole, questa rosa
 vermiglia che rallegra le mie carte,
turbinò prigioniera visitando
 le dipinte ghirlande del soffitto,
rapida giù per le finestre aperte
si dileguò come da corda cocca.[…]
 
e ancora
 
[…]Amica, sotto il nostro sguardo ignaro
 si celebra tra il fiore e la farfalla
 il rito più mirabile, il mistero
più tenero: le nozze floreali.
«Mariti uxores unoeodemque thalamo
 gaudent...», Linneo meditabondo scrive.[…]
 
terminando così
 
[…]Certa è la meta. Com'è dato leggere
 tutto il destino della Macroglossa
 in ogni parte del suo corpo aereo
 foggiato ad eternare la bellezza
 d'una fragile stirpe floreale,
chiaro si legge il compito dell'uomo
 nel suo cervello e nei suoi nervi acuti.
Nessuno s'ebbe più palese il dono
 d'elaborare la materia sorda
 in un'essenza non mortale: anelito
di tutto ciò che vive sulla Terra
 fluido strano ch'ebbe nome Spirito,
Pensiero, Intelligenza, Anima, fluido
dai mille nomi e dall'essenza unica.
Tutto di noi gli è dato in sacrificio:
la ricchezza del sangue, l'equilibrio
 degli organi, la forza delle membra,
l'agilità dei muscoli, la bella
 bestialità, l'istinto della vita.[…]

 

In Inghilterra la macroglossa è detta: falena falco (perché? forse per la velocità -50 Km/h-?) o: uccellino ronzante (perché se non fa rumore il suo sussurrio di ali?), meglio allora l’italianissimo dolce: passera dei santi come la chiama Gozzano.
 
Come vedi Sonia, Dio l’ha premiata!
 
Ma guardate cosa sono andato a cercare per risparmiare un semplice commento alla commentatrice!
 
p.s. dimenticavo del perché questi lepidotteri menzionati sono chiamati sfingidi: perché i loro bruchi, se molestati, piegano la “testa” indietro di scatto somigliando a microscopiche Sfingi egiziane.

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11/3/2012 - 10:22

AUTORE:
Sonia

...praticamente m'hai steso!...
comunque dopo sanremo è esplosa ovunque la passeromania, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'unico dubbio che mi resta è quel "dei Santi"...alla prossima!