Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Tanti, tanti anni fa circolava fra noi bimbetti una barzelletta di quelle “sudice” e per noi una storiella era tale anche se parlava di cacca…questa:
In un villaggio africano arriva un dottore bianco e un uomo va all’ambulatorio e dice: “Buana, Grande capo niente cacca”
volendo far sapere che il capo villaggio era tanto tempo che non andava di corpo. Il dottore prescrive alcune gocce di lassativo e da al messaggero una bottiglietta. Questi, pensando di far bene, fa bere al Grande capo tutto il contenuto. Due giorni dopo si ripresenta dal dottore gesticolando e dicendo: “Buana, Grande cacca, niente capo!”
La scema antica barzelletta ha però un moderno seguito.
Anche questo canettino era stitico, poi il padrone ha fatto come il negro e ora è così, ma... prima… era… un alano!
Siamo arrivati a sabato e sta finendo una serrtimana di...c.cc.!, ma la primavera si avvicina non-ostante...
p.s. e per scrivere questi discorsi a c..o, mi sono anche alzato presto?
Boia come s'invecchia male!
Altro che poesie d'amore!
Tanto per restare in tema con Dante, mi sembra di aver fatto come Barbariccia (Inf. XXI, 139), quello che "...avea del cul fatto trombetta...", quindi si può dar voce con qualsiasi mezzo..., lo dice anche il Sommo!