Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Completiamo, per ora, la trilogia della “vista del mare”, un poco più a sud della “rotonda sul mare”.
Mare molto grosso per la prima, con una inusuale ondata di riflesso che non ha riscontro sulle spiagge basse e con una canzone aggiustata (penso appropriatamente) di Renato Zero -Spiagge-, alla quale ha fatto seguito, esattamente dallo stesso posto, un gruppo, questo invece evento comune, di osservatori di “questi posti davanti al mare” come titola la seconda canzone cantata da Fabrizio de Andrè, Ivano Fossati e Francesco de Gregori.
Costoro stavano aspettando mitiche femmine nordiche come i migliarinesi con le svedesi del famoso libro di Silvano Ambrogi che parla di Bocca di Serchio e la sua spiaggia come nessuno mai ha più fatto.
Oggi richiamo a cantare Renato Zero con una canzone molto particolare
-Dal mare-, con la differenza di direzione, sud anziche nord, e di aspettativa, dolore anziché amore, mettendo a vedere cosa possa arrivare dal mare un altro gruppo di abitatori delle spiagge, esseri che hanno in comune sulla pelle i due colori dell’opposizione: il bianco e il nero e stanno lì ad aspettare che dal mare arrivi l’altra loro metà del colore che manca, il nero e il bianco.
Superfluo dire che il posto è lo stesso.