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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
PONTASSERCHIO - L'Associazione all'Agrifiera
Ricominciamo dal pane

26/4/2012 - 22:29

L’ASSOCIAZIONE ALL’AGRIFIERA
 
Ricominciamo dal pane
 
Venerdì 27 aprile alle ore 15 il primo degli appuntamenti all’Agrifiera dell’Associazione Culturale La Voce del Serchio, che è presente con uno stand in cui i soci illustrano il lavoro del giornale, presentano lo statuto dell’Associazione, le iniziative e dove si può prendere la tessera.
 
L’incontro si intitola “Ricominciamo dal pane. Storie di lievitazione naturale” con Claudio Pozzi, esperto di panificazione naturale e Giorgio Carpi, del Gas di Vecchiano, introduce Ovidio Della Croce. A seguire ci sarà una merenda della legalità e si potrà gustare il pane della filiera del Gas di Vecchiano: crosta croccante e mollica “alveolata”, prodotto con pasta madre a lievitazione naturale con aggiunta di miele.
 
L’Associazione La Voce del Serchio vi invita a partecipare all’incontro delle ore 15 e alla merenda della legalità curata da GesTe, che ringraziamo. Grazie anche a Alba Elsa e Laura per aver preparato il pane. Fare il pane è innanzitutto un lavoro di condivisione del lavoro manuale che serve a ricordarci di dare il giusto valore alle cose che quotidianamente usiamo o ai prodotti che mangiamo, spesso senza pensare a quello che c'è dietro.
 
Dice Alba: “Proprio per sottolineare l'importanza del lavoro manuale la prima volta che abbiamo fatto il pane con il gruppo di acquisto vecchianese (nel luglio del 2009) ho fatto trovare a tutti i partecipanti un bigliettino insieme alla pagnotta con questo breve brano di Gibran: “Il lavoro è l'amore diventato visibile”. Dietro il pane che assaggeremo c’è il loro lavoro. Senza il loro lavoro tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie di nuovo.

Fonte: Associazioine Culturale "La Voce del Serchio"
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27/4/2012 - 14:19

AUTORE:
simone7002

Vivo nel settore da oltre 20 anni e spero che la cultura del buon pane prenda il sopravvento e che questo cibo, un tempo naturale, ritrovi la giusta collocazione nelle tavole e nei cestini da pic-nic, oggi troppo spesso rimpiazzato da surrogati sia del pane stesso che del pasto in nome di una pseudo vita salutare e di una dieta che in realtà ti rende schiavo dei prodotti che la paventano.
W il pane!, quello buono ovviamente!

27/4/2012 - 14:13

AUTORE:
Bruno Baglini

‎...ero allo stand della Voce del Serchio stamattina e..ner rmentre stiacciavo moccoli inediti perchè mi davo der rbischero (maunèra vero!) perchè la luce faceva lippe/lappe e..'omputer uguarmente, poi si spengevano perchè le pile dei portatili durano un'amme ma io unno sapevo, poi avevo una fame da stiantà ed è arrivato Sergio dello Sbranetto che sembrava Cristo con la mortipriazione de' pani...c'era 'mprofumino di pane fatto 'ncasa che m'ha riordato la fame der millennovecencinquantadu/tre, ne volevo 'mpezzettino e..uncè stato versi 'nfino asta-sera: nisba! ma..ciri torno 'naveppaura e du' fette mele metto 'ntasca appena arivo e mele mangio domattina abbrustolito 'nzuppato ner rcaffellatte.

asta sera
bb

27/4/2012 - 10:08

AUTORE:
Sonia

Il profumo del pane è inconfondibile.
Il babbo e la mamma, ai quali è mancato moltissimo da piccini e durante la guerra, mi hanno tramandato la sacralità di questo cibo, la gioia nell'assaporarlo, il rispetto del non sprecarlo e il bisogno di sgranocchiarne un cantuccio croccante appena me lo procuro.
Ogni volta che viene a trovarmi il mio migliore amico, prima di salutarmi dice: "Mi dai un crostellino di pane?"...
ha soltanto due anni e se lo gusta religiosamente. Lo stesso rito si ripete quasi ogni giorno ed io ne sono fiera.