Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Nel 1986 il pisano Fernando Vallerini pubblicò una sua opera: “I mostri di San Rossore” (Giardini editori) e che ritorna attuale oggi.
Ieri sulla spiaggia del Gombo, in san Rossore appunto, durante la grande opera di pulizia che l’Ente Parco e ASDOMAR hanno effettuato con grande spiegamento di uomini e cavalli, (vedi nella sezione Eventi in questo giornale), è apparso questo strano mostro che a qualcuno ha fatto venire in mente il Manzoni, la data famosa, la data attuale e i primi versi dell’ode:
“Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora….”
Ad altri potrebbe invece essere aver fatto sognare un ritrovamento eccezionale dello scheletro di un iguanodonte, un triceratopo o un preistorico carapace dell’antenata della tartaruga, comunque qualcosa di strano e mostruoso.
Agli studiosi presenti al momento e a coloro che si professano esperti della spiaggia, l’ultima parola, ma, comunque vada, sempre “ei fu è”