Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Mi riviene in mente la frase cult del film Frankenstein jr. che il gobbino Igor dice a Frederick, il giovane nipote del famoso dottor: “lupo ululà, castello ululì!”.
Siamo ora in Bonifica e non nella lontana Romania (anche se sembrerebbe dall’idioma di molti dei suoi abitatori) e non ci sono lupi, ma zanzare, e di Gobbino c’è solamente il ricordo di una località, e dei castelli posson fare le veci la Barra e i suoi casotti.
Allora: “zanzare autantelà, rondini autantelì!”
C’è bisogno della spiegazione?
(Au)-tante zanzare nell’aria con rondini che fanno da autant-(e)!
Scemotta?
Alquanto!
Ma riesco, a volte, anche ad essere, quasi, seriamente serio.
Jules Renard, universalmente conosciuto per la sua opera “Pel di carota”, si definiva un abile “cacciatore di immagini”, immagini fissate nella sua mente e che raccolse in un suo eccezionale libricino scritto intorno al 1900 (1896), dal titolo “Storie naturali”, dove l’aurore vede e descrive la Natura come nessuno mai aveva fatto.
Nel “Journal” del quale era collaboratore, scrisse:
“Buffon ha descritto gli animali per far piacere agli uomini. Io vorrei esser gradito piuttosto agli animali; vorrei, se essi potessero leggere le mie piccole Storie naturali, che ciò che ho scritto li facesse un poco sorridere”
Riporto qualche riga del capitolo riguardante "Le Rondini".
"M'insegnano la lezione tutti i giorni.
Punteggiano l'aria di piccole strida.
Tracciano una riga dritta, segnano una virgola, e subito vanno da capo.
Chiudono tra vertiginose parentesi la casa dove abito.
Con la leggera penna dell'ala ghirigorano svolazzi inimitabili.
Poi, a due a due, come abbracciate, si congiungono, si mescolano, e sull'azzurro del cielo spruzzano macchie di inchiostro.
Ma soltanto l'occhio di un amico può seguirle; e se voi sapete di greco e di latino, io so legger l'ebraico che traccian nell'aria le rondini dei camini." [...]