Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Sono stato un poco troppo lontano dal Serchio e la sua Voce e conseguentemente anche dal Mare perché per i migliarinesi sono due cose indiscindibili.
In questo tempo, tempo di mare, ho pensato.
Mi piacerebbe sapere quanti di Voi sono stati a scuola dal Mare: quello di ogni stagione, quello senza bagnini e senza ombrelloni, quello senza recinzioni e senza baracchini, quello di pochi colori, quello mezzo calmo e mezzo mosso, quello silenzioso e deserto, quello con il banco sulla battima e la lavagna nel cielo, quello con la cimosa sulla cima dell’onda e il gesso fatto da un osso di seppia, quello che ti insegna il rispetto e l’obbedienza, quello che ti dice amorevolmente di andare avanti o prepotentemente di tornare indietro, quello che scandisce le sue stagioni e le tue emozioni, quello che ti sfama ma non disseta, quello che ti fa sognare fra le sue braccia ma non dormire, quello che trovi sì bello nell’immensità del mondo ma più sublime nella piccolezza del tuo paese, quello che porterai sempre con te e starà largo nel tuo minuscolo cuore nonostante la sua enormità.
Proprio quello.
Io ci sono stato.
Basta attraversare l’Aurelia (io no), incrociare l’Aurelio, cambiare “scogliera” con “riviera” e il gioco... è belleccheffatto!