Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Forza! Finalmente ci siamo!(2)
Quante volte abbiamo sentito questa frase in altrettanti contesti, ma per la spinosa questione “pontili” ora finalmente ci siamo!(3)
Questa mattina, appena dopo le ore 11, il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi ha tagliato il nastro che dichiarava ufficialmente aperta la fruizione dei pontili per gli assegnatari sorteggiati.(4)
Già numerose barche erano ormeggiate fra i robusti pali laterali, alti più del prospiciente arginello in modo che una eventuale piena non possa far appoggiare le imbarcazioni sulle teste dei supporti posizionati con una larghezza abbastanza da sopperire anche a grossi natanti che, d’altra parte, stonerebbero con l’uso sociale che i molti richiedenti hanno preteso.(5)
Il sindaco ha spiegato l’iter dei lavori e lo scopo dell’opera alla presenza dell’assessore Picchi della Provincia, all’ingegner Nardi dell’Autorità di Bacino del Serchio, al presidente Angelini del Consorzio Bonifica Versilia Massaciuccoli, al presidente del Parco M.sR.M. Manfredi, a tutto lo staff dei progettisti comunali, autorità militari, vigili urbani, consiglieri, assessori maggioranza e opposizione oltre ad un ben assortito gruppo di paesani.(6, 7, 8)
Erano presenti anche molti tecnici il cui nome e importanza non conosco, come ad esempio un magistrato al quale chiedo scusa.
L’architetto Ombretta Santi, la firmataria del progetto pontili, ha poi illustrato la futura riqualificazione di tutta l’area ora libera e del suo probabile e possibile uso da parte di tutti coloro che vogliono avvicinarsi al fiume e goderne le bellezze anche senza barca.(9)
Coloro che si recavano stamani alla spiaggia di San Rossore, unico o almeno principale obbiettivo della tenuta di una barca in questo luogo, guardavano compiaciuti la qualità dell’opera e curiosi della presenza di così tante persone che rendevano molto più “legale”, oltre che “ufficiale”, la lunga teoria dei grossi e lisci pali.
A coloro che inizialmente hanno sollevata l’importante problematica della snaturalizzazione della riva, posso dichiarare che fra pochissimo tempo una lunghissima striscia verde di canne e cannelle ondeggianti si confonderà con la diritta e statica monotonia della fila di calocchioni facendo dimenticare l’ammasso innaturale delle siepi di pitosforo e degli sgangherati tettini e tettucci.
Sarà compito nostro aiutare la Natura a far più bello l’ambiente, lavoro da farsi, credo e spero, in sintonia fra concessionari e fruitori.(10)
Un caloroso saluto lo faccio personalmente alla bellissima famiglia che si reca instancabilmente “di là” a remi seguendo le orme (scie in questo caso) lasciate dalla madre e dal padre, suocero e suocera, fratello e sorella, zio compreso, che da generazioni usano il “remo”.
Grazie ragazzi, bravi ve lo ho urlato stamani, ora ve lo scrivo!(11)
Ed uno più grosso, perché più grande è l’età, ai bellissimi sposi dove Lei ascolta convinta che Lui è convinto che sia venuto proprio un bel lavoro! (12)