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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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S > M+L

3/8/2012 - 14:22

Lo scorso venerdì pomeriggio, 27 luglio, si è svolto il penultimo incontro letterario fra l’Autore, la Natura e il Pubblico.
Il libro presentato quella volta era “Storie di Piaggio, di amore e libertà” di Franco Marchetti e l’evento era ospitato presso la struttura Lowengrube di Marina di Vecchiano come già riportato su questo giornale.
Quello che mi ha colpito di più, oltre alla istrionica parlantina di Franco con il suo continuo riferimento ad una vita di lotte sindacali, vittorie industriali e politiche, ricordi personali e rapporti umani, il suo libro per intenderci, sono state alcune frasi che mi hanno trovato pienamente in sintonia:
“non importa che ci sia una intera platea (presenti una ventina di persone n.d.a.) per dire riuscito questo incontro, anche dove c’è poca gente si fa Cultura e niente di meglio se insieme ad essa c’è la Natura che fa da complemento e qui le due  sono indissolubilmente legate”
“non ci deve essere attaccamento al passato, quello non tornerà più, ma deve rimanere vivo in noi il ricordo di quello che è stato”

 


La  presentazione  del volume è stata curata dal professor Mauro Stampacchia dell’Università di Pisa e quella dell’evento dall’assessore alla cultura del comune di Vecchiano Daniela Canarini.
 Anche le sue parole hanno ribadito il concetto di unione fra Cultura e Natura e ben si colloca, questa volta, il titolo dato a queste manifestazioni dell’Estate vecchianese: Le Oasi della Letteratura.


Non fatevi fuorviare dall’esotico nome Oasi che fa immediatamente pensare al luogo dove siete, alla nuova Zero e alle consolidate Uno e Due!
Mi piace pensare che gli addetti  dell’amministrazione comunale abbiano giocato sapientemente e maliziosamente  sul loro significato di luogo accogliente, sicuro riferimento per chi si trovi in un deserto, non di sabbia questo, ma di indifferenza e appiattimento dell’interesse che oggigiorno si ha per ciò che è letteratura e quindi cultura e allora facciamo nascere delle Oasi dove si possa dare frescura intellettuale  e dove se non sulla Marina?
Qui le sabbie ci sono, ma accoglienti e non  ingannatrici, qui le oasi ci sono fornite di comodi servizi al pari di palmeti e pozze d’acqua e qui si può fare Cultura partendo dalla Letteratura.
Giochino troppo sottile e contorto forse, ma che a me serve per arrivare a commentare la mia foto del giorno, non volendo aggiungere niente a quello già scritto sull’evento.
Torniamo al deserto e chiediamoci come viene chiamata questa enorme spiaggiona.
Mare di sabbia!
Ora partiamo dal mare.
Se questo equivale ad un deserto cosa ci può essere che faccia le veci di una oasi?
Un’isola?
E se l’isola non c’è?
Una quasi isola?
Quella c’è, è una secca, non la solita secchina, una bella grande!
E come all’incontro con Franco ci sono relatori e ascoltatori, tutti attenti e uniti.
Faranno cultura?
Forse, ma lo sarebbe anche se solo si trattasse solo di scambiarsi il modo di cucinar le arselle, quelle che hanno sentito sotto i piedi!

 

La Cultura è insegnare agli altri e imparare dagli altri cosa c’è di bello nella vita e a goderne, così come  fanno  coloro che vengono al nostro mare, anche se con qualche disagio, trovandovi frescura, acque chiare, amici, secche e grasse, chiacchiere e incontri in allegria.
Come noi con questo giornale che ci si ficca da qualche anno con la stessa voglia e forza da millenni.     

 

appuntamento a stasera per la chiusura degli appuntamenti dove   rimarrete anche Voi chiusi nella "berta"   

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