Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
L'Abate Barbanera lo dice 364 volte l'anno:
domani è un altro giorno, ma anche oggi!
Il critico d’arte, facendo la recensione del quadro “d’autore”, scrive che
- l’artista in un momento di intenso raccoglimento interiore grattandosi la guancia dove un foruncolo mostrava il suo giallo seme che esplose gettando l’essenza putrida del male spingendo l’estro del maestro a far similmente uscire dal tubetto dei colori uno zampillo di umore fecondo tanto da far ribaltare la morte alla vita e la bellezza alla malattia -
Ma siamo scemi?
Quello che odio sono le critiche e le esternazioni dei conoscitori dell’arte sempre alla ricerca di quello che provava l’artista nel “fabbricare” la sua opera; ma cosa ne potete sapere se Goya godeva mentre la maya era desnuda o se pensava a come spendere i soldi del committente? o se Giotto smoccolava come un turco mentre dipingeva madonne su madonne?
Quello invece che amo sono i nomi che vengono dati ai quadri: “Bimbo biondo con cane peloso con forasacco sulla coda” (ed è vero al 100%), oppure: “Donna con mantello rosso arrotolato al braccio destro e borsa della spesa sul braccio sinistro con vari sedani e rape, una patata, tre ravanelli e una mela mezza acerba e mezza matura” (cazzo!, ci manca lo scontrino però!).
Io mi adeguo e non giocherò più con titoli tipo: carpe diem, versa versa, bussa bussa, s>m+l, almagesto o gojira v/s becior, eccetera eccetera fino ai più di trecento che sono in archivio!
No! Mi adeguo alla moda dei musei e chiamerò mare il mare e gabbiano il gabbiano, almeno perunpò!
Perouncigiuro!
Questa “Toponomastica rivisitata” è l’ultimo divertissement che mi concedo!
Quando volete andare dal Mori a Migliarino e chiedete dov’è se siete distratti o vedete il cartello se siete attenti, sappiate che “Isola di Migliarino”, detta o scritta, esiste davvero, sia nella toponomastica comunale che nella geografia nazionale: appena appena dietro la Fugata e l’Oncino, di fianco alla Baldinacca e alle spalle di Piaggerta, poco dopo la Pecoreccia e il Coton Moro!
Vedére per credére. (se cambi l'accento fa più scemarima!)