Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Sentita a Calambrone, spiaggia libera sullo Scolmatore:
“lo sapete care, io e mè mari lo abbiamo fatto sul pràa vesin i Navigli, in una notte di luna piena, notte di fecondità, e così abbiamo chiamata la ninin Selene”
Dice una milanese alle signore vicine di ombrellone conosciute nella vacanza in Toscana.
“bello!!”, dicon tutte.
“O care siòre, io ghe l’ho fato n’una giornata di temporal e un ciaro fotio de saeten ghe abiam ciamata Fiamma la putea!”
Dice una veneziana che è a Livorno da parenti.
“bello!!!”, ridicon tutte.
“Gustavooo!... 'E sentitoo?”
Urla una livornese al marito che cerca nicchi sulla battigia.
“Io e r mi omo s’è fatto la notte di Sallorenzo, ‘n Cortano, nell’erba tutta mézza, che m’aveva detto ver brodo --vieni c’è le stelle filanti-- nato d’un cane, e ce lo filò come na ‘omèta, coda e ttutto, e allòra, come la devo chiamà la bimba vando nasce verso aprile, Guazza?”