Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Tema di questi giorni è il Parco e la sua probabile contrastata fine.
Tema scottante e che desta moltissime preoccupazioni in coloro che nei “parchi” credono e che sono pronti anche a non goderseli pienamente per lasciarli integri in eredità ai propri figli.
Pam…pa, non una volta, ma a raffica, come suona onomatopeicamente nei giornalini di banditi o indiani, pam..pa al parco!
Esiste però un’altra pampa (tuttattaccato come usano nel forum) ed è quella pacifica che mostrano i territori di San Rossore dove vivono felicemente mandrie di mucche pisane (ci mancherebbe che rubassero loro anche il nome da come mette preoccupazione un altro argomento!) e che sono uno dei vanti della ex mediceo-lorenense-reale-presidenziale tenuta.
Il grande Dario Simoni, nella sua preziosa “San Rossore nella storia”, scrive che nella prima metà del 1500 la tenuta di San Rossore cominciò a chiamarsi Magona dei Bestiami di S.A., quindi inserimento bovino vecchio di mezzo millennio.
Ed ora?
Non più pampa , ma pam pa?
Non temete, le mucche della foto non sono morte.
Sono attrici nate e hanno fatto finta per farmi contento quando hanno visto che stavo sparando loro una serie di raffiche.
Care mucchine, io facevo clik cli non pam pa!