Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Dar da mangiare agli affamati.
Dar da bere agli assetati.
Vestire gli ignudi.
Alloggiare i pellegrini.
Visitare gli infermi.
Visitare i carcerati.
Seppellire i morti.
Le prime tre delle sette opere di misericordia corporale derivate dalla religione cattolica, ma comuni in tutte le altre forme di credenza nella fraternità, sono facilmente attuabili e sentite, anche se in questo mondo moderno che corre più veloce dell’amore, a volte rimangono indietro.
Il Beato Giacomo Cusmano ripeteva sovente:
“i Poveri non sono di nessuno, sono nostri”.
E nel nostro amore, almeno per la Natura, qui sono pienamente soddisfatte in un colpo: la prima con il cibo dell’Uomo, la seconda con l’acqua del Serchio, la terza con le penne della Natura stessa.
Voi cercate di attuarle con le Vostre forze a favore dei Vostri simili, se Vi riesce, ma penso di sì, e lo ripeto: tutto l’anno, non solo a Natale!.
Per le ultime quattro il discorso si fa più corale e passa dalla mano individuale a quella sociale e le "indicazioni" vengono eseguite, possiamo dire, quasi completamente.
Nella religione cattolica si dava un valore simbolico di completezza al numero sette e, seguendo le parole della Bibbia, si volle dare più forza a questo numero raddoppiandolo con altre sette opere che vennero dette di misericordia spirituale:
Consigliare i dubbiosi
Insegnare agli ignoranti
Ammonire i peccatori
Consolare gli afflitti
Perdonare le offese
Sopportare pazientemente le persone moleste
Pregare Dio per i vivi e per i morti.
per queste sarà ben difficile arrivare all'attuazione!
ormai sono lontane le parole che San Giovanni raccomandava ai primi cristiani:
"Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità"
come pure quelle di San Giacomo:
"Siate di quelli che mettono in pratica la parola, non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi"
non bisogna certo essere credenti per non credere nella verità di queste parole.