Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Tutti noi abbiamo dei sogni ricorrenti che martellano le nostre notti, a volte benignamente, ma più spesso fastidiosamente: ricordi di situazioni scabrose vissute, desideri repressi di qualcosa o qualcuno, vite parallele e tutta una serie da far ricredere Freud.
Io sogno spesso il rifacimento dell’esame di stato, con le paure centuplicate di quei giorno, consapevole che lo ho superato, ma che inspiegabilmente devo risopportare.
Ora però ho imparato a manovrare il momento e, quando mi trovo di fronte alla commissione, mando tutti e tutto a fare… , dico (e mi dico) che è un sogno e mi metto, come i famosi maiali, a sognar ghiande ovvero muggini e pioppini!
Mapperò, quello dell’Isola di fronte a Bocca di Serchio non riesco a controllarlo.
Un’isola vicina ma lontana, visibile ma sfumata, verde ma rocciosa, un’isola che ogni volta, nonostante la tecnica della rimozione, mi fa dire: “Hai visto chiorbone che c’è perché ora siamo nella realtà?”
E invece niente!
Remo remo, nuoto nuoto, e fra la Bocca e la Corsica non c’è la mia isola!
Cazzo! (mi vien da dire), ma allora guardate all’orizzonte, proprio di fronte al muraglione, troppo grande per essere una nave, troppo vicine l’una all’altra per essere un convoglio, troppo disordinate per essere portacontainers, ma allora la mia isola c’è ed è popolata!
Ma chi saranno, che dialetto parleranno?
Quando li raggiungerò, una di queste notti, speriamo che non mi dicano:
“Deh! Ma ti levi li ‘ulo o pisano di merda!”
MI sveglierò e non sognerò più!