Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
sull'aria di Balocchi e profumi:
Mamma, cinguetta il merlotto,
mentre lei l’ingozza a sfà,
per il tuo piccolino di beci fai fagotto,
mamma ma uno almeno telo poi mangià!
Zazzà!
Amor di bestia al contrario di quello cristiano come scrisse e musicò E. A. Mario nel 1928
(ma ci sono simili casi anche nel presente):
Tutta sfolgorante è la vetrina piena di balocchi e profumi, entra con la mamma la bambina tra lo sfolgorio di quei lumi.
"Comanda, signora?"
"Cipria e colonia Coty..."
"Mamma! - mormora la bambina mentre piena di pianto ha gli occhi - per la tua piccolina non compri mai i balocchi, mamma, tu compri soltanto i profumi per te!"
Ella, nel salotto profumato ricco di cuscini di seta, porge il labbro tumido al peccato mentre la bambina indiscreta dischiude quel nido pieno d'odor di Coty...
"Mamma! - mormora la bambina mentre piena di pianto ha gli occhi - per la tua piccolina non compri mai i balocchi, mamma, tu compri soltanto i profumi per te!"
Esile, agonizza la bambina; or la mamma non è più ingrata: corre a vuotar tutta la vetrina per la sua figliola malata.
"Amore mio bello, ecco i balocchi per te..."
"Grazie!" mormora la bambina!
Vuole toccare quei balocchi. Ma il capo già reclina e già socchiude gli occhi. Piange la mamma, pentita, stringendola al cuor.
Una delle più tristi canzoni mai cantate e mai ascoltate del panorama musicale italiano.