Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Il mare non accenna a calmarsi e anzi è un poco più mosso, la punta della spiaggia di là è stabile e appare scompare sotto le onde che la vecchia spiaggia sommersa frena non facendo, in questo caso, arrivare i cavalloni a riva dove avrebbero fatto un danno peggiore dell’acqua del Serchio che si vede correre velocemente (foto 5) verso lo scalino della pista che si sta avvicinando al mare che ancora mare non è.
Ecco cosa racconta il Serchio: una storia di tentativi di pista non pista, ciclabile o navigabile, sotto il sole o sotto l’acqua.
Vi ricordate anni fa quando una mareggiata arrivò a lambire la pista ciclabile che arrivava dal muraglione e andava a Marina di Vecchiano?
Furono fatte foto e articoli su questo giornale e si gridò allo scandalo per avere permesso al Mare di rovinare una così importante opera.
La striscia verso mare fu protetta da un recinto di tavole, fu rimesso il ghiaino e tutti contenti.
Altra piena, altra mareggiata, altra invasone di carreggiata e la pista fu spostata verso la pineta facendo, questa volta, un cordone di finta duna e tutti contentissimi.
Che fine ha fatto a prima pista?
Guardate (foto1 e 2) dove è ora!
Colpa del comune?
Via, siamo seri!
Se la donna è mobile, il Serchio è ancor di più e noi dobbiamo rispettarlo, amarlo, capirlo e sopportarlo altrimenti non sarebbe più un fiume unico ma un fosso qualsiasi!
Facciamo allora come le folaghe del laghetto che resiste: mangiamo, godiamo, amiamo, divertiamoci e, se non fosse possibile a qualcuno, allora che sia fatto come la pittima… andiamogli in culo!