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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

. . . uno sul web, ora, che vaneggia che la sua .....
. . . . . . . . . . . a tutto il popolo della "Voce". .....
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. . . la merda dello stallatico più la giri più puzza. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Domenica 7 Luglio mercatino di Antiqua a San Giuliano T
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Ripafratta, 12 luglio
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Bagno degli Americani di Tirrenia
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Molina di Quosa, 8 luglio
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Casciana Terme Lari-Pontedera, 12 luglio-3 agosto
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Alzarmi prestissimo al mattino
è un'adorabile scoperta senile
esco subito in giardino
e abbevero i fiori
Mi godo la piacevole
sensazione
del frescolino .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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Potrebbe?

3/11/2013 - 8:11






Una sessantina di anni fa viveva  con la famiglia a Migliarino, verso il mare, un ragazzo particolare. Fabrizio aveva un animo sensibile, restava sveglio per ascoltare i rumori della notte che per lui erano melodie o racconti di fate e guerrieri, la risacca delle onde che il bosco amplificava era pura musica e meodia, i fiori e gli animali non avevano segreti per lui e, cosa più strana per un giovanetto, amava i derelitti e gli sconfitti. Zingari, straccivendoli, diversi, ubriachi, prostitute, tutti  gli “ultimi”, tutta la mala gente che la gente bene scacciava, per lui era amicizia o addirittura amore.
Fabrizio dell’Andreini era fatto così, era felice di scrivere storie e poesie di degrado e bellezza, di sofferenza e gioia, di odio e d’amore  cercandone  l’ispirazione sulla foce del fiume.
Tutte le sere, prima di rientrare in casa, faceva una corsa alla marina dove aspettava che il sole tramontasse e lì sognava.
Il tramonto era per lui il momento magico della giornata, sempre uguale e sempre diverso, un eterno morire e rinascere ed il vortice di sfumature del sole calante ogni sera lo abbagliava e strabiliava.
Non c’era mai un tramonto con lo stesso colore, il blu del mare e del cielo potevano non cambiare di tanto, ma il rosso del sole avrebbe fatto impazzire il più bravo dei pittori con il suo rincorrersi fra arancio e giallo, rosso e viola per finire in rosa.
Dopo qualche anno il padre di Fabrizio  si trasferì con la famiglia a Genova dove il ragazzo  trovò un mondo completamente diverso, ma se diversi erano i luoghi, le abitudini, addirittura il nome che fu troncato di quel “ini” troppo toscano e campagnolo, lui aveva dentro  il suo personale mondo, quello che si era creato là, sul Serchio, e che non avrebbe mai rinnegato.
Nella grande città, con il passare degli anni, Fabrizio divenne famoso e ricercato per i suoi testi e nel 1967 scrisse il più bello di tutti: “Bocca di rosa”.
Quella sua “Bocca di rosa” di Sant’Ilario  è ora senz’altro scomparsa come corpo, ma quella nostra di Serchio, quella che portò l'amore nel paese, quella che ha troppi clienti più di un consorzio alimentare, quella  è lì a ricordarci senza pretese, senza pretese, la poesia, la bellezza del Creato e di Fabrizio.

Potrebbe essere stato così.
 

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4/11/2013 - 14:33

AUTORE:
in italiano = bosco

Da “Il testamento di Tito”
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".

Da “Preghiera di gennaio”
Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Da “La ballata degli impiccati”
Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso

Da “Via del campo”
Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior

Da “Il testamento”
Cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro giù sulla terra
amammo in cento l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore, si muore soli

eccetera eccetera

ci voleva un “olandese” per farvelo capire?

3/11/2013 - 20:21

AUTORE:
Don Euro

Tutto vero, ma l'artista va dove lo porta il cuore, non per nulla riesce a trasformare in personaggi poetici anche... gli ultimi.
Dalla nostra spiaggia di Bocca di Serchio possiamo vedere soltanto Portovenere...ma se saliamo in alto ci è possibile ammirare anche Genova!

3/11/2013 - 18:56

AUTORE:
H.Bosch

Perchè si deve commentare uno scritto se non se n'è capito il senso ? Dico a te "don bairo l'uvamaro ", le poesie di De Andre sono troppo colte per gente come noi. Magari avesse trovato l'ispirazione per le sue storie dalle nostre parti...

3/11/2013 - 15:44

AUTORE:
Ultimo

........... in tasca non ci entrano da soli e non ti ce li mette nessuno ......... se non ti dai da fare e aspetti la manna dal cielo sei un illuso. ......... Ed è bene aiutare i bisognosi malati e non autosufficenti ......... ma non i nullafacenti e i delinguenti. ...... Ultimo.

3/11/2013 - 15:04

AUTORE:
Ultimo

.......... i soliti saccenti o presunti tali ........ fa piacere leggere qualcosa di intelligente. ........ un don bario, ad esempio, ne è la dimostrazione. ........ Ultimo.

3/11/2013 - 14:57

AUTORE:
Don Euro

Chi sa badare a sé stesso è meno bisognoso e riesce a farsi amare più facilmente...se poi ha qualche soldo in tasca...allora sì che...non c'è nessun problema!

3/11/2013 - 14:24

AUTORE:
Don Bairo

Ma invece di amare tanto i derelitti e gli sconfitti, gli zingari, straccivendoli, diversi, ubriachi, prostitute, tutti gli “ultimi”, non si potrebbe ogni tanto amare anche chi si alza la mattina e va a lavorare? e non delinque?