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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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Frutto di Bosco...

11/12/2013 - 8:34





Salsapariglia.
Maledetti nomi che intrigano più che spiegano!
Strappapanni si chiama, basta!
Se poi vogliamo fare li “struiti” allora chiamiamo in causa (chi se non) Linneo e il suo “smilax aspera”.
Linneo metteva tutti del pari, greci e latini (cani e gatti) e così ha preso il primo nome ”smilè-raschietto” perché  la pianta graffia e il secondo “asper-scabro” perché graffia davvero e accontenta tutti!
Ma allora salsapariglia chi ce l’ha messo?


Andiamo di là dal mare, in Messico, Guatemala e isole caraibiche dove le piante e le loro droghe hanno più potere e rilevanza che in ogni parte del mondo.
Là nacque la prima bevanda a base di cola a base di estratto di radici di smilace, pianta usata per combattere la sifilide e molte altre malattie.
Strofinando energicamente foglie e fusti (cosa difficile data la scabrosità delle spine presenti su tutte le parti) si notò un affiorare di “sapone” come quello che avevano sul collo i cavalli sudati e fu coniato il fantasioso nome unendo salsa (schiuma) a parilla (coppia di cavalli).
Vuoi vedere i botanici europei?
Rimanendo con lo spagnolo e dando una nova interpretazione e un nuovo nome si dichiarò che salsapariglia è dovuto all’unione di zarza (arbusto) con parilla (vite).
Sì, va bene la vite per l’andamento del fusto, la pignetta che somiglia all’uva, ma la smilace non è certamente un arbusto e poi manca di fantasia, quella che i greci ebbero al tempo degli dei dove vivevano il giovane mortale Croco e la ninfa Smilace che erano innamorati amanti, ma destinati a non potere continuare per la differenza del loro essere e che gli dei pietosi tramutarono nelle due piante che portano i loro nomi.

 

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13/12/2013 - 14:49

AUTORE:
Gioisco

Se non è mi permesso neppure di gioire per le bellezze del bosco, beh, allora caro disoccupato hai frainteso completamente il senso del mio pensiero!

13/12/2013 - 10:27

AUTORE:
Disoccupato

Da singoli non possimo nulla ma tanti singoli messi insieme fanno un popolo..........
E' vero che molti bambini in questo mondo piangono ma non per il regalino di natale ma per una vita disgraziata per la fame la sete e le malattie e se i nostri bambini super/viziati piangono un pò ora perchè non hanno tanti regalini per natale forse piangeranno meno da grandi. I bambini delle famiglie in difficoltò piangono caso mai quando vedono che i bambini ricchi sono pieni di regali e loro se non li hanno si sentono inferiori e si vergognano. Fare vergognare un bambino per queste cose è il crimine più grosso che si possa fare. Un natle un pò più austero farebbe sentire i poveri meno poveri. Il natale non fà aumentare i posti di lavoro ma è diventata una festa per aumentare i consumi ma i consumi di cose inutili vuotano le tasche e fanno diventare più poveri i poveri. se credi di aumentare l'economia con i consumi del natale questa non la hai propri indovinata......

13/12/2013 - 8:57

AUTORE:
pensionato

Tutti siamo preoccupati della situazione lavorativa, ma non aboliamo certo il Natale per quello, anzi è forse l’unico lavoro per milioni di disoccupati negli altri periodi.
Tutti gioiamo per quello che ci offre la Natura, ma non pensiamo solo a quella e nemmeno la raderemmo al suolo.
Tutti capiamo il dolore dei disoccupati, ma da singoli non possiamo nulla.
E ora dovremmo togliere le palline dai nostri alberi natalizi e abolire i regalini per far piangere milioni di bambini?
Quando eravamo giovani disoccupati cercavamo un qualsiasi bischero lavoro e non avevamo tempo di spippolare su un bischero computer per un bischero di giornale… eravamo davvero bischeri.

12/12/2013 - 22:29

AUTORE:
Disoccupato

Gioisci gioisci!!!! ma pensa a quei milioni di persone che il natale lo faranno davvero con una noce e un mandarino forse trovati fra gli avanzi di un mercato ortofrutticolo o in un cassonetto. Buon per te se gioisci e auguri!!!!!!

11/12/2013 - 21:14

AUTORE:
Gioisco

Il bosco sa offrire la sua unicità anche d'inverno e le bacche rosse fanno Natale.