Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Giallo. Giallo canarino. Che forse non era neanche il tuo preferito ma che, senz’altro, è il colore al quale tante famiglie - fino appena a tre giorni fa - ti hanno associato e con loro tante, tantissime prima.
È del colore dei «nostri» scuolabus che stiamo parlando, quelli che da un po’ di tempo a questa parte erano stati restituiti a nuova vita, vistosamente più spaziosi, comodi ed ospitali di come li avevamo conosciuti almeno fino all’estate scorsa: quante e quante volte ti abbiamo trovata lì, al mattino, ad accogliere i nostri bambini sonnacchiosi - magari in preda ad una stizzita riluttanza o ad un irrisolto malumore - con il tuo proverbiale sorriso sulla bocca consolatorio e rasserenante, ed il pomeriggio a restituirceli - la stessa ilare ed operosa dedizione - dopo averne contenuto l’irruente sbrigliatezza e domato i più bollenti spiriti con la gentilezza, la compostezza, la temperanza e la briosa sobrietà che ti erano solite!
Abbiamo appreso con sommo dolore ma anche con una certa rabbia e frustrazione, che questo grande progetto educativo, di convivenza civile e di crescita, di cui anche tu - sommessamente, in punta di piedi, con tanta silenziosa abnegazione e, forse senza neanche rendertene conto - sei stata parte attiva e determinante, non ti vedrà più occupare il tuo meritato posto.
Abbiamo realizzato che ne’ i genitori potranno più contare su quel loro fido e discreto alleato - custode prezioso dei propri figli in quel quotidiano e moderno peregrinare tra la propria abitazione ed una scuola non più vicina come un tempo - che tu hai per loro rappresentato, ne’ i bambini potranno più godere di quella conciliante, benevola e talvolta complice presenza che eri divenuta per il loro immaginario fanciullo, in espansione inarrestabile già a partire dai sedili di quei «pulmini» su cui - giorno dopo giorno - inesorabilmente li hai accolti.
Avessimo saputo quanto ingrata e beffarda sarebbe stata la sorte di lì a poco, ti avremmo abbracciata tutti - uno dopo l’altro genitori e figli - accomiatandoci da te come avresti meritato, tributandoti quella riconoscenza che forse non siamo mai stati veramente capaci di restituirti.
E invece eccoci qua, a piangere la tua dipartita, ad esprimere sgomento per la tua prematura scomparsa, a non darci pace per la tua vicenda incomprensibile, a farci una ragione di quanto accaduto e a cercare di farlo capire ai nostri bambini, stampigliando magari nella loro memoria quel tuo sorriso che tante e tante volte li ha soccorsi nella loro carriera scolastica ed in quella breve parentesi della loro giovane vita.
Vorremmo continuare a ricordarti così come eri, come ti sei presentata - giorno dopo giorno - di là da quelle porticine meccaniche dello scuolabus, le generosi braccia protese a disegnare quell’accogliente ed affettuoso abbraccio che a nessuno dei nostri figli hai mai fatto mancare, lo sguardo attento che tradisce la dolcezza di due occhi gentili e amorevoli.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza, insieme all’abbraccio inconsolabile dei nostri bambini - che forse ancora non hanno ben realizzato quanto irreversibile sia la tua perdita ma che, certamente, mai e poi mai smetteranno di portarti nei loro cuori - alla tua famiglia affinché possa esserle di qualche conforto.
Con tanto affetto: ciao Katia!