Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ore 7-7.30, da Via dei pini verso il viadotto della ferrovia ogni mattina un tir con pianale (chissà quando lo avranno caricato) porta via dei pini in un carico di circa 30 tronchi di varie grossezze (50-60 cm. e oltre), mentre un altro camion con cassone arriva dal verso contrario, seguito poi da altri simili a distanza di ore.
Questi, pieni non di tronchi ma di cippato, fanno il ritorno (chissà dove, dicono a Civitavecchia e poi in Sardegna) durante la giornata ed il transito di uno di loro combacia casualmente con l’uscita dei bimbi delle scuole Salviati, verso le 16-16.30, causando alquanto disagio.
I pini se ne vanno via, dritti o triti ma se ne vanno via, da casa loro e per un gioco stupido di parole proprio da “Via dei pini” che se ne frega altamente però, perché lei di pini sulla via non ne ha mai visti!
In pineta resta soltanto a fare da “museo vegetale” qualche rimasuglio di marciume che nessuno vuole e che cerca di mascherare la sua persa bellezza con un gioco di volute di scorza e di belletto di muffe.