Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
LUOGHI DIMENTICATI
Una Rocca e il lungomonte pisano
Conoscere il territorio; con questo intento il nostro gruppo SEL si è avventurato in questa campagna elettorale dai tanti nomi e i tanti colori. Dichiararlo può suscitare subito tre domande : perché lo fate ? E se lo fate, forse è perché non lo conoscete ? E se non lo conoscete, come potete pensare di amministrarlo ?
Le nostre risposte sono ben convinte del contrario. Lo facciamo perché, come gruppo di cittadini "neofiti" nell'esperienza politica, siamo ancora convinti che sia fra chi abita i territori che le idee nascono, si sviluppano e prendono vigore, e che troppo spesso a quelle idee venga meno il contributo delle amministrazioni, decisivo per passare dall'idea alla sua realizzazione. Lo facciamo ricordandoci sempre che il territorio, un po' come il sapere, è un tesoro senza fine, nelle possibilità di sviluppo che offre, nelle esigenze che mette alla luce, nelle rivoluzioni culturali che propone, e sarebbe stupido smettere di ascoltarlo ed interrogarlo. Lo facciamo perché abbiamo già raccolto molte sfide in questi anni, ascoltando quel territorio; sfide che sono giunte a noi, spesso, come singoli cittadini: come insegnati impegnati nella difesa della scuola e del sapere, come lavoratori in lotta per l'inalienabile diritto al lavoro, come disoccupati o studenti in prima fila ogni giorno a chiedere IL futuro; e questa candidatura odierna vuol essere per noi un altro passo avanti in quella battaglia quotidiana.
Mercoledì sera, senza bisogno di riflettori o giornalisti, abbiamo voluto incontrare un altro pezzetto del nostro territorio: l'associazione "Salviamo la Rocca di Ripafratta". Francesco Noferi ha speso una sua serata per raccontarci la storia di questa realtà, gli scavi archeologici avvenuti, i progetti ideati per il salvataggio e i misteriosi affossamenti che l'amministrazione comunale ha compiuto. Senza se e senza ma, non aver fatto ancora niente per questo progetto, è grave errore. Ancor più grave il fatto che non si sia arrivati a comprendere come questa potesse essere l'occasione per il rilancio di tutta la zona di Ripafratta, da un po' troppi anni abbandonata a se stessa, come tutto il confine pisano-lucchese da entrambe le sponde del Serchio.
Si obbietteranno questioni di ordine economico, di dissesto finanziario, di disinteresse da parte di altre istituzioni ( università, sovrintendenze, ministeri ...). Ma noi, sedendoci al tavolino nelle ex-scuole di Ripafratta, abbiamo visto prospettive diverse, soluzioni ad oggi fattibili e redditizie, un'idea che può davvero spiccare il volo. Siamo convinti di quel progetto talmente tanto, da non poter che metterci affianco di questa battaglia. Ci sono soluzioni ! Ciò che è mancato in questi anni è chi le ascoltasse e le realizzasse.
Con la speranza di essere noi a realizzarle dal 26 maggio, con la convinzione che negli organi dell'amministrazione comunale porteremo avanti questo viaggio, nella certezza che combatteremo affianco dell'associazione e raggiungeremo lo scopo anche fuori di lì, abbiamo salutato Francesco, che con grande calore ci ha accolto.
Se ci stiamo sbagliando, se Francesco e suoi compagni stanno sbagliando, se noi, che abbiamo sbattuto la testa contro il muro a capire i "perché non" di questa questione, siamo solo folli visionari, chiediamo solo una cosa: che qualcuno si sieda ad un tavolo e ce lo dimostri.
Matteo Pardini
Coordinamento SEL Lungomonte