Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
"Com'è andata ieri? C'eri te al giro?"
"Beh, una novantina di donne, uomini, giovani e bambini con uno in cima che mi par di conoscerlo!"
"Dai no! Ancora luilì!"
"Si, ma non da noia come tanti, non sporca, non urla, fa solo clicche-clicche che sembra un picchio su un pioppo!"
"Ma dove sono andati, dove l'ha portati? alla Quercia della disperazione?, dai no, è una fissazione!"
"No, non subito, quest'anno sono andati a zìghezzaghe per viottoli che ci si va male anche noi, volevano arrivare da Padre Pio per chiedere la grazia di trovare una strada ammodino, ma lui dai no! nella mota!"
"Ma si sono divertiti almeno?"
"Sì, ci mancherebbe! Fra la novità del Fortino, la zuppa, panini e bischeratelle che racconta, la mattinata è andata bene, dai sì"
"Ma lo rifaranno il giro?"
"Tutti insieme fra un annetto, ma luilì son sicuro dai no, anche prima di domani, anzi mi pare di averlo visto anche stamani"
"Allora te fai come me, quando lo vedi fagli una pernacchia! Prrr!"
"Dai no!"
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