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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

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Mauro Pallini-Scuola Etica Leonardo: la cultura della sostenibilità
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Domenica 7 Luglio mercatino di Antiqua a San Giuliano T
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Molina di Quosa, 8 luglio
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Casciana Terme Lari-Pontedera, 12 luglio-3 agosto
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Alzarmi prestissimo al mattino
è un'adorabile scoperta senile
esco subito in giardino
e abbevero i fiori
Mi godo la piacevole
sensazione
del frescolino .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
A ZONZO PER PISA
Di blasone in blasone

26/11/2014 - 12:28

A cura di Tarzia

Camminando per le vie del centro storico ci troviamo sovente davanti a palazzi di antico lignaggio, di cui conosciamo ben poco. Il nostro sguardo corre subito agli stemmi che campeggiano sulle severe facciate.
L’araldica è la disciplina che studia l’origine e la composizione degli stemmi, nata in Europa in epoca feudale come scienza dell’Araldo (questa figura era il nobile che presso le corti dei sovrani e dei grandi feudatari doveva presiedere ai tornei cavallereschi e disciplinare, secondo rigide norme, la composizione degli stemmi gentilizi).
Le prime figurazioni propriamente araldiche su sigilli, arazzi, pietre tombali, fecero la loro comparsa contemporaneamente nelle corti europee del XII secolo; l’uso degli stemmi ebbe origine dalla necessità di distinguere dentro armature tutte simili un cavaliere dall’altro nei tornei o il condottiero sul campo di battaglia.
All’inizio molto semplici, nei secoli gli stemmi si arricchirono di figure e ornamenti più complessi, e da originario emblema ereditario di casata o di dignitario ecclesiastico investito di poteri feudali, l’Arme (stemma) venne assunto anche da comunità religiose e laiche.
Passare in rassegna tutti gli stemmi che ornano le facciate dei nostri palazzi cittadini sarebbe un’impresa certosina: sono veramente tantissimi! Ci limiteremo a prendere in esame quelli che rappresentano una delle famiglie pisane più note, la famiglia Agostini Fantini Venerosi della Seta.
Sul Lungarno Pacinotti al numero 29 sorge il Palazzo Agostini o dell’Ussero; edificato nel XIV secolo con l’accorpamento di case-torri medioevali dalla famiglia Astai o Dell’Astayo è uno dei pochi esempi di edilizia privata tardo gotica della città. Ha subito mutamenti nei secoli passando da una famiglia patrizia all’altra, l’apice del suo splendore lo ha raggiunto tra il ‘700 e l’800 divenendo un punto di aggregazione della nascente borghesia cittadina e di nobili illuminati, in antitesi all’aristocratico ed elitario Casino dei Nobili di Piazza del Ponte (oggi Piazza Garibaldi).
Nel 1794 al piano terra dello storico palazzo nasce il “Caffè dell’Ussero” (il nome deriva dall’arrivo a Pisa degli “Usseri” al seguito di Francesco I di Lorena e della moglie Maria Teresa d’Austria). Ricordiamo anche che attiguo al palazzo nacque nel 1905 il primo cinema italiano, il Cinema Lumiere, dopo che già dal 1899 si facevano proiezioni nella sala del biliardo del Caffè.
Sulla facciata dell’edificio possiamo ammirare quattro stemmi, quello degli Agostini e i tre che rappresentano le alleanze matrimoniali allacciate con altre blasonate famiglie: i Fantini, i Venerosi e i Della Seta (che portano in dote la Villa di Corliano e altre proprietà dal momento che Teresa Della Seta Bocca Gaetani, sposa di Baldassarre Cosimo Agostini era l’unica erede di tutti quei Casati). Lo stemma Agostini rappresenta tre stelle formate da otto raggi d’oro, i Fantini (nobili mercanti originari di Borgo San Sepolcro) mostrano una campitura d’argento bordata d’azzurro, i Venerosi hanno una campitura “spaccata” di nero e argento, il più bello stemma è quello dei Della Seta fatto da sei file di cinque gomitoli di seta rossa in una campitura argentea attraversata da una banda dorata.
In via Santa Cecilia al n° 24 incontriamo Palazzo Della Seta, oggi Pilo-Boyl Agostini che non mostra lo stemma dei Della Seta, ma lo ricordiamo perché alla fine del ‘700, al piano nobile, Giuseppe della Seta fece costruire un teatrino su progetto del nipote Andrea Agostini Fantini Venerosi.
Lo stemma dei Della Seta ricompare sulla facciata di Palazzo Bocca di Borgo Stretto all’angolo di Via Mercanti; palazzo in cui abitò Vincenzo Galilei, padre del grande Galileo, che quivi teneva una scuola di musica; sulla stessa facciata vediamo anche gli stemmi dei Bocca e dei Gaetani, anch’essi ricorrenti al fianco dei Della seta e degli Agostini.
 
La Famiglia Agostini continuerà a fare incetta di stemmi ereditando anche il blasone dei Grassi (famiglia originaria di Siena).
Sul Lungarno Mediceo al civico 21 sorge Palazzo Grassi, oggi Pilo-Boyl Agostini, che ha rivisto la luce di recente dopo essere stato per anni ostaggio di impalcature rimaste dopo un fallimento immobiliare. Costruito nel ‘500 dalla famiglia Cini, di cui mostra lo stemma insieme a quello dei Grassi, ha sulla facciata interessanti anche se deteriorate pitture murali a graffito, rare a Pisa (vedi Palazzo della Carovana).
Questo palazzo è ricordato nell’epistolario di Giacomo Leopardi poichè nel 1828 ospitava Laura Cipriani di Lupo Parra, amica del Poeta.
Nello scorso Week End è stato occupato e reso fruibile dal Municipio dei Beni Comuni che è un collettivo che si propone di rendere alla città tante bellezze artistiche ora in abbandono.

 

FOTO

1) lapide palazzo Bocca

2) palazzo Bocca

3) stemma Agostini

4) stemma Della Seta

5) palazzo Grassi

6) Agostini

7) Caffè dell'Ussero

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