Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Dice il detto: “Al primo tuon di marzo escon fuori tutte le serpi”, ma mia madre diceva: “Ai primi freddi non ti vestire e ai primi caldi non ti spogliare”.
Marzo non è ancora, sebbene le mimose siano già in fiore, l’aria però si fa sempre più tiepida e una giornata di sole come ieri fa venir la voglia a metter fuori la testa a chi era già da tempo al chiuso.
Il biacco stirò le spire, l’uomo sparò e lui spirò.
Ma che cazzo l’ammazzi a fa?
Fanno schifo a mia moglie!
Sempre la stessa storia, da Adamo ed Eva, e il grande Trilussa la vide così:
L'omo e er Serpente
Un Omo che dormiva in mezzo a un prato
s'insognò che una donna tanto bella
l'aveva abbraccicato.
Naturarmente, l'Omo, ner vedella,
fece un gran sarto e se svejò: ma, invece
de trovà a quella, vidde ch'un Serpente
je s'era intorcinato intorno ar collo
a rischio de strozzallo come un pollo.
Ah, sei tu? Meno male!
Me credevo de peggio! - disse l'Omo
mentre se storcinava l'animale.
Ma ciarimase tanto impressionato
che da quer giorno cominciò a confonne
li serpenti e le donne. Tant'è vero
che un'antra notte, mentre s'insognava
d'avé ar collo una vipera davero,
trovò la moje che l'abbraccicava.