Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Arriva la salma ma non c'è il posto per seppellirla. E' quello che è successo al Cimitero di Vecchiano. Sembra incredibile ma è vero. Questa mattina è arrivato il carro funebre proveniente dalla sala commiato di Navacchio con la salma, originaria di Vecchiano, per essere sepolta nel campo comune. Dopo la benedizione del sacerdote la bara stava per essere trasferita in terra. In quel mentre si è avvicinato l'operatore sepoltuario dicendo che non era possibile utilizzare lo spazio concesso, perché il corpo non era nelle condizioni per essere riesumato in quanto non “mineralizzato”. Nello sconcerto totale i parenti e l'anziana madre addoloratissima per la morte del figlio venivano a conoscenza che era il secondo tentativo della mattina, poiché già una prima volta lo scavo manuale e faticoso degli operatori aveva dato esito negativo. Le rimostranze dei parenti nulla potevano contro un regolamento comunale farraginoso e surreale. Si vivevano momenti concitati anche perché il figlio del morto da esumare aveva visto violare inutilmente la tomba del padre. Ma udite, udite gli addetti avrebbero fatto un altro tentativo, non subito ma più tardi, dovendo avvertire i familiari a presenziare all'operazione di esumazione e invitavano i parenti dell'ultimo funerale a ritornare nel pomeriggio. Quello che ha sorpreso è stata questa sorte di lotteria; se va bene si dà avvio alla sepoltura altrimenti aspetti finché non viene trovata la tomba giusta. Forse negli uffici della Polizia mortuaria del Comune non sono a conoscenza che è opportuno comunicare che è stato individuato il “quadrato” X da riesumare. Questo eviterebbe di tenere nell'ansia colui al quale, all'improvviso, viene comunicato di andare al cimitero perché un suo familiare deve essere rimosso per dare spazio ad un nuovo arrivo. Il cimitero non è un parcheggio di auto ma è l'ultima dimora di donne e uomini che devono essere rispettati e non si può considerare un luogo da rimozione coatta.
Articolo di Marlo Puccetti