Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Strano posto questo per parlare di ASBUC e dei suoi problemi che, giralo come vuoi, sono nostri, di tutti.
Voci di paese, quella parte strana, quella che non sa o non ha interesse e quella semplicemente polemica, danno situazioni pessimistiche e/o catastrofiche della situazione presente e futura del nuovo centro: instabilità(?) strutturale, manovre politiche per fare poi accoglienza profughi, inefficienza dell’attuale comitato ed altre quisquigliette da comari (come quelle di Bocca di rosa di De André).
Ora che la parte superiore è stata affidata alla Pubblica Assistenza, resta da definire chi gestirà il piano terra. I vari proponenti, che hanno fatto slittare sempre più la destinazione, si sono allontanati per “mancanza di un rientro economico”.
E allora? Aspettiamo, non ci resta altro che aspettare una cooperativa o chi per attivare quella parte sociale (quella sanitaria è più che soddisfatta), quella che sarebbe facilmente ottenibile con la destinazione alle varie associazioni… sì, ma gratis è impossibile ed è indubbiamente comprensibile.
Nel frattempo, io che non prendo assolutissimamente le distanze dall’ASBUC, prendo però le distanze fra i pannelli delle foto che apriranno, domani 1° maggio, una mostra che inaugurerà la stagione del Maggio Migliarinese.
Che sia un augurio per un uso sempre più “stupefacente”.
Alla Mostra fotografica dei più noti fotografi italiani dell’ANFI, ospitata nella palestra, farà compagnia (o viceversa ma il concetto è lo stesso) nell’auditorium un Mercatino di beneficenza per sostenere le instancabili paesane Dame di San Vincenzo.
A presto.