Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Certo che abbiamo messo un cartello (di foglio scritto a mano), certo che c’erano due sponsor (per una colazione dolce e salata), ma c’era soprattutto un’immensa voglia di far vedere a tutti come i veri “fruitori di Bocca di Serchio” tengono al loro mondo.
Piccoli e grandi, giovin signore e baldi giovanotti, cacciatori e pescatori, vecchianesi e bagnaioli si son rimboccati le maniche e hanno raccolto quello che il mare aveva lasciato impropriamente sull’arenile.
E qui si torna a ribattere della civile “clientela” che usa la spiaggia: nessun oggetto che non sia robaccia portata dalla corrente sud-nord che stracca da noi rifiuti pisani, o meglio “arnini”. Facile dire che le mareggiate hanno pulito la spiaggia a discapito poi di quella ad uso pubblico di Marina di Vecchiano, ma basta guardare la riva destra in prossimità della foce, zona franca, e confrontarla con la spiaggia di là, a prescindere dal momento dell’anno.
Pulizia fino alla foce a destra e a sinistra fino alla famigerata palizzata che, per oggi e poi per sempre, è solo di canne e molto arretrata con la felicità di “santi e peccatori” che sarebbe a dire “fratini e fruitori”.
Pioveva, ma ci ridevamo su; certa roba era pesante, ma si stringevano i denti; i sacchi erano tanti, ma si faceva traghetto, veramente “patino”, fino allo scarrabile al casotto dei pescatori
E il casotto in questione, luogo storico e amato, ha fatto venire in mente, oltre a Pattana e tutti i grandi Giorgi, i militari della XMAS, coloro che coniarono un famoso epiteto per chi amava questo luogo: “Lo Spirito del Serchio”, ecco stamani un altro tipo di “spirito” animava quelle persone, ma era sempre “del Serchio”.
Qualche anno fa, 2011, fu presentato a Vecchiano il volume “Quelli del Serchio, storia di una base segreta”, oggi 12 giugno 2016 si presenta “Quelli del Serchio, storia di una spiaggia pulita”.
Le casacche arancio? Sono il distintivo dei cacciatori vecchianesi che invitano tutti alla prossima pulizia dei fossi della Bonifica e saremo allora “Quelli del Padule”!
Un grazie a Massimiliano Angori che ha traversato il sottile confine fluviale comunale da ospite e non da sindaco.