Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Mio padre diceva : “per prende la lepre ci vuole la guazza” e non tanto per voler dire di alzarsi presto la mattina, quanto piuttosto per verificare se qualcuno era passato di lì prima di te, altrimenti ”secondo” è uguale ad “ultimo”!.
E così, all’alba di una mattina di un settembre di tanto tempo fa, Fiore del Vanni, Foresto del Canarini e altri due o tre migliarinesi andarono a caccia alla lepre, anche i conigli sarebbero andati bene, verso la ripa del Mori.
Erano in molti, non perché volessero fare una battuta, ma perché troppe guardie della tenuta stavano là, aspettando qualche bracconiere e quindi l'unione avrebbe fatto la forza.
Erano entrati in un macchione, senza cani perché da lontano si conosce meglio la bestia del padrone e perché ne erano già morti un paio morsicati sul naso dalle vipere, quando Fiore sentì un forte dolore sul polpastrello dell'indice della mano destra che aveva inavvertitamente infilato fra i rovi per spostarli.
La paura del velenoso morso fece ancor più aumentare il suo tartaglìo:
"La vi- la vi- la vi- la vipera! Ta—ta-ta-taglia!" disse allungando la mano verso Foresto e girando la testa dall'altra parte per non vedere la sanguinosa operazione.
Doveva ben sapere che l'amico non aveva scrupoli nel tagliare: Loredano del Baglini porta ancora una cicatrice sulla mano perché chiese a Foresto di fargli uscire una "schiesettina di legno in pelle in pelle", quindi non c'era assolutamente bisogno dell'incitamento e poteva benissimo smettere di dire: "Ta-ta—ta—ta-taglia."
L'adrenalina svanì l'effetto, la presa di Foresto si fece più forte sul polso e il 'clic’ del coltello che si apriva, fecero girare la testa a Fiore verso il chirurgo improvvisato ed esclamare:
"A-a-a-a—aspe-aspetta un po' po' ...... é e e é un pr-pr-pr—prune!"
La caccia finì “abbastanza” bene…poi passarono da Paparo a farsi fare la foto ricordo