Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Oggi divagazioni. Nuvole sparse. Un po’ come quando nella vita un vento dispettoso ti fa girare in tondo e perdere il controllo della realtà. Sembra infatti di galleggiare nell‘incertezza o forse nella certezza confusa del proprio esistere. Si va un po’ qui e un po’ là , sospinti dalle proprie fragilità. Ne vanno soggette persino le tigri, notoriamente animali solitari e antipatici. Naturalmente io consiglierei vivamente, anche se vi sembra momentaneamente trasognata, di non pestarle la coda o di farle qualche versaccio sagace (nella vostra mente!) o impertinente. Se ne ricorderà, prima o poi. Non hanno occhi azzurri le tigri e come dice Silvano Ambrogi nelle “Svedesi“: “Tutti gli uomini avrebbero diritto ad una donna con gli occhi azzurri“. Probabilmente sottintendendo il rimpianto di una donna mai arrivata o meglio di un’ estate che si è allontanata in fretta dalla tua vita, ricordandoti di quanto tutto sia così passeggero, momentaneo. Di attesa disillusa. Amicizie, situazioni, niente rimane immutato nel tempo, soprattutto le emozioni, i “passaggi di età”, i posti. Ma visto che oggi divago, voglio parlarvi degli “occhi azzurri“. Quelli “sfavillanti” a lama d’acciaio di Jennifer Lawrence, giovanissima, bellissima e talentuosa attrice. La mia preferita. Ogni film una “donna” diversa, sempre con lo sguardo azzurro tagliente, di chi ti dice “Provaci un po’ a darmi dalla Madonna!”. “Un gelido inverno” primo splendido e durissimo film in cui è una ragazzina tosta con il pianto buttato giù insieme alla rabbia ed una vita in salita “Il lato positivo” ostinata e sempre dalla parte più incasinata dell emotività. Ma sempre sul “pezzo”. “Joy”, comunque vada, occhi azzurri o no, non starò mai “dietro” qualche uomo per esistere. A fianco sempre, con lealtà.
Poi ci sono gli occhi azzurri più vicini a me, “i pezzetti di cielo” di mia nipote, aperti con fiducia sul mondo o quelli grigio-azzurri di una mamma, che devono ogni giorno occuparsi e confrontarsi del “casino” del mondo e a cui ho sognato di regalare un paio di amatissime scarpe di quando ero ragazza.
Solo che da nere erano diventate rosse.
Come in un “passaggio” elettivo.