Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Il parco di San Rossore e la maestosità delle Alpi Apuane hanno fatto da scenario per raccontare la storia di un cavallo o meglio di “Un atleta a quattro zampe”.
E' questo il titolo del film documentario curato dalla regia di Antonio Masoni, le riprese di Roberto Turini e la fotografia di Diego Sechi e il montaggio suggestivo di Sirio Sechi.
Nell'intenzione del regista c'è stata la voglia di valorizzare un territorio che da sempre rende il cavallo protagonista ed è conosciuto da anni come dimora invernale per purosangue; qui trascorrono il freddo inverno mitigato dalla vicina presenza del Mar Tirreno che fa da confine naturale alla tenuta di San Rossore.
L'ippodromo denominato “Prato degli Escoli” ha un programma vasto e qualificato di corse fra cui “Il premio Pisa” ed è meta di migliaia di famiglie che approfittano della bellezza dei luoghi per trascorrere una spensierata giornata.
Il tre maggio è arrivata l'occasione per condividere questa opera prima. Pubblico delle grandi occasioni al teatro Valgraziosa di Calci, come vediamo dalle foto di Vittorio Bianchini.
E' stato presentato in prima nazionale il film documentario “Un atleta a quattro zampe”.
Il regista Masoni ha salutato i preziosi collaboratori della pellicola Diego Sechi, Roberto Turini e Sirio Sechi.
Erano presenti gli amici della Compagnia teatrale della Brigata dei Dottori di cui fa parte Masoni tra cui Giancarlo Peluso attore e commediografo (70 anni di palcoscenico) e maschera del teatro dialettale pisano con la indimenticabile “Sora Cesira”.
Era presente il Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti, i carabinieri della stazione locale e Emiliano Piccioni dell'Alfea.
Nelle prime file anche i proprietari e gli allenatori delle varie scuderie con Endo Botti e Cristiana Brivio Sforza, Marco Gasperini e Nicola Mazzoni. Le musiche di Schedar Sechi hanno qualificato le riprese di ambienti poco conosciuti ai non addetti dove dietro le quinte la vita del cavallo è supportata dal sacrificio quotidiano di tutti coloro che li accudiscono e li allevano.
Anche la rivista specializzata “Cavallo Magazine” si è interessata di questo avvenimento dandogli rilevanza nazionale.
Alla fine un funzionario del Parco Luca Gorreri ha offerto un riconoscimento agli autori della pellicola che hanno dato prestigio al territorio.
Marlo Puccetti