Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
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Non me ne vogliano Parco, WWF e animalisti, ma a me servivano animali “vivi” che difficilmente potevano essere osservati dal “vivo” e questo per far conoscere, attraverso il tatto e la vista continuativa, la loro “vita” ai miei nipotini e amichetti.
Ho la fortuna, immensa, di vivere in questo ambiente che fa sì di mettere in secondo piano gli inutili giochi moderni e gli stupidi dannosi cartoni di scoppi disastri e “stragiamenti”
Come? Con l’osservazione diretta degli animali, facile in aria e sul mare, ma difficile sott’acqua.
Ultima lezione: i gamberi e i “buzzoni” (gambusie per chi non è vecchianese).
Come sono trasparenti, come nuotano veloci con le zampette, che lunghi baffi che hanno, vanno anche in retromarcia, che panciona ha il pesciolino…nonno cosa è quel filo nero che quello là ha sul groppone?
Smarrimento!
Preso gambero, tolto “filo nero”, rimesso gambero in acqua, scosso “filo nero”…ma niente, rimaneva attaccato.
Dopo questi discorsi facile capire.
Una microscopica sanguisuga…ma cosa avrà mai avuto da succhiare ad un anemico gamberetto?
Contenta lei!
Per ovvi motivi non dirò il nome del succitato fosso, ma vi prometto di rendicontarvi dell’altra sorpresa trovata in acqua.
Da rivista di Natura Viva!